"Considerare", in questo versetto, vuol dire fissare attentamente lo sguardo della mente e del cuore. Non uno sguardo "fisico" ma un'attenta meditazione d'ordine spirituale (Luca 12:24,27; Atti 11:6).
1. Il modo della "considerazione" acuta. La vita moderna impone ritmi che frastornano la mente, privandola del piacere di riflettere. Anche la comprensione neopentecostale della fede, così attenta all'immediato ed allo spettacolo, spinge ad una comunione "mordi e fuggi", senza alcuna attenzione verso l'opera che lo Spirito Santo compie nella coscienza. La Parola di Dio esorta a fermarsi, osservare e meditare, in poche parole a considerare. Ecco alcune caratteristiche di questa attività spirituale.
a) Il realismo, che rifugge dagli estremi della depressione e dell'esaltazione, i quali inducono rispettivamente alla disperazione ed alla delusione. Un sano realismo biblico spinge alla fede (Romani 4:19-20).
b) La curiosità, quella sana, spirituale, che non si accontenta di registrare fenomeni ma ne cerca 1 a Causa (Atti 7:31-32).
c) La penetrazione, per spingersi oltre le apparenze e comprendere i collegamenti che stanno dietro gli avvenimenti (Luca 20:23).
2. L'Oggetto della "considerazione" acuta. E' unico ed è Cristo. L'invito è fra i più alti ed entusiasmanti (Ebrei 12:1-2). Non uno sguardo distratto e superficiale attrae il Signore (Proverbi 23:5), ma un devoto ed ammirato slancio dell'animo. Il testo indica quale Oggetto della considerazione Gesù, attribuendoGli due titoli.
a) Gesù. E' la forma greca dell'ebraico Joshua (Zaccaria 3:1), fu questo il suo nome umano per volere divino (Matteo 1:21; Giovanni 1:14,16-18).
b) Gesù l'Apostolo della nostra confessione di fede. Apostolo vuol dire "mandato", Gesù è l'inviato di Dio per eccellenza (Giovanni 17:3; Matteo 15:24; 1Giovanni 4:9). In particolare la prima e pistola di Giovanni offre alcuni insegnamenti che riguardano l'apostolato di Cristo (1Giovanni 4:9-10,14).
c) Gesù il Sommo Sacerdote della nostra confessione di fede. Lo scopo dell'apostolato di Cristo è stato il Suo sacrificio. L'epistola agli Ebrei è ricca di particolari riguardo al sommo sacerdozio di Gesù:
I) il carattere di fedeltà (Ebrei 3:2) e purezza (7:26);
II) l'efficacia assoluta (9:13,14,23);
III) l'attualità (2:18; 7:25).
3. Le conseguenze della "considerazione" acuta. Da questa contemplazione il credente trae una fede fortificata e la determinazione celeste a perseverare fino alla fine (Ebrei 12:2). Considerando attentamente il ministerio di Cristo si ricava anche un modello perfetto di servizio e della virtù che ad esso è legata, la fedeltà (Ebrei 3:2,5; Matteo 24:45-46). Si consideri la fedeltà di Cristo (Apocalisse 1:5; 19:11).
a) Verso il Padre. Non si confonda la fedeltà con l'inferiorità (Matteo 5:37; Galati 5:22). Nell'eternità il disegno della redenzione contemplava la missione del Figlio, nome che indica la piena divinità (Giovanni 5:18 cfr. 10:36 e 19:27).
b) Nel Suo ministerio. La casa è la Chiesa di Dio. Cristo è stato fedele in quest'opera di:
I) Costruzione e preparazione (Matteo 20:28; Filippesi 2:7-8).
II) Governo. Nel testo di Filippesi 2:9-11 si parla della restaurazione e dell'ascensione.
Non è forse ancora oggi Cristo "sulla casa"? Egli è il Capo supremo (Efesini 1:22).