by www.evangelico.it


Giudici 1:1 Dopo la morte di Giosuè, i figli d' Israele consultarono il SIGNORE, e dissero: «Chi di noi salirà per primo a combattere contro i Cananei?»
Giudici 1:2 Il SIGNORE rispose: «Salirà Giuda; ecco, io ho dato il paese nelle sue mani».
Giudici 1:3 Allora Giuda disse a Simeone suo fratello: «Sali con me nel paese che mi è toccato in sorte e combatteremo contro i Cananei; poi anch' io andrò con te in quello che ti è toccato in sorte». Simeone andò con lui.
Giudici 1:4 Giuda dunque salì e il SIGNORE diede nelle loro mani i Cananei e i Ferezei; sconfissero a Bezec diecimila uomini.
Giudici 1:5 Trovato Adoni-Bezec, a Bezec, l' attaccarono e sconfissero i Cananei e i Ferezei.
Giudici 1:6 Adoni-Bezec si diede alla fuga, ma essi lo inseguirono, lo presero e gli tagliarono i pollici e gli alluci.
Giudici 1:7 Adoni-Bezec disse: «Settanta re, a cui erano stati tagliati i pollici e gli alluci, raccoglievano gli avanzi del cibo sotto la mia mensa. Quello che ho fatto io, Dio me lo rende». E lo condussero a Gerusalemme, dove morì.
Giudici 1:8 I figli di Giuda attaccarono Gerusalemme e la presero; passarono gli abitanti a fil di spada e incendiarono la città.
Giudici 1:9 Poi i figli di Giuda scesero a combattere contro i Cananei, che abitavano la zona montuosa, la regione meridionale e la regione bassa.
Giudici 1:10 Giuda marciò contro i Cananei che abitavano a Ebron, che prima si chiamava Chiriat-Arba, e sconfisse Scesai, Aiman e Talmai.
Giudici 1:11 Di là marciò contro gli abitanti di Debir, che prima si chiamava Chiriat-Sefer.
Giudici 1:12 Caleb disse: «A chi batterà Chiriat-Sefer e la prenderà, io darò in moglie mia figlia Acsa».
Giudici 1:13 La prese Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie sua figlia Acsa.
Giudici 1:14 Quando lei venne ad abitare con lui, persuase Otniel a lasciarle chiedere un campo a suo padre. Lei scese dall' asino e Caleb le disse: «Che vuoi?»
Giudici 1:15 Lei rispose: «Fammi un dono, perché tu mi hai dato una terra arida; dammi anche delle sorgenti d' acqua». Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti.
Giudici 1:16 I figli del Cheneo, suocero di Mosè, salirono dalla città delle palme, con i figli di Giuda, nel deserto di Giuda che è a mezzogiorno di Arad; andarono e si stabilirono fra il popolo.
Giudici 1:17 Poi Giuda partì con Simeone suo fratello, e sconfissero i Cananei che abitavano in Sefat; distrussero interamente la città, che fu chiamata Corma.
Giudici 1:18 Poi Giuda prese anche Gaza con il suo territorio, Ascalon con il suo territorio ed Ecron con il suo territorio.
Giudici 1:19 Il SIGNORE fu con Giuda, che scacciò gli abitanti della regione montuosa, ma non poté scacciare gli abitanti della pianura, perché avevano carri di ferro.
Giudici 1:20 Come Mosè aveva detto, Ebron fu data a Caleb, che ne scacciò i tre figli di Anac.
Giudici 1:21 I figli di Beniamino non scacciarono i Gebusei che abitavano Gerusalemme, perciò i Gebusei hanno abitato con i figli di Beniamino in Gerusalemme fino a oggi.
Giudici 1:22 La casa di Giuseppe salì anch' essa contro Betel e il SIGNORE fu con loro.
Giudici 1:23 La casa di Giuseppe mandò a esplorare Betel, città che prima si chiamava Luz.
Giudici 1:24 Gli esploratori videro un uomo che usciva dalla città e gli dissero: «Insegnaci la via per entrare nella città e noi ti tratteremo con bontà».
Giudici 1:25 Egli insegnò loro la via per entrare nella città, ed essi passarono la città a fil di spada, ma lasciarono andare quell' uomo con tutta la sua famiglia.
Giudici 1:26 Quell' uomo andò nel paese degli Ittiti e vi costruì una città, che chiamò Luz: nome che essa porta anche al giorno d' oggi.
Giudici 1:27 Anche Manasse non scacciò gli abitanti di Bet-Sean e delle città del suo territorio, né quelli di Taanac e delle città del suo territorio, né quelli di Dor e delle città del suo territorio, né quelli d' Ibleam e delle città del suo territorio, né quelli di Meghiddo e delle città del suo territorio, perché i Cananei erano decisi a restare in quel paese.
Giudici 1:28 Però, quando Israele fu abbastanza forte, assoggettò i Cananei a servitù, ma non li scacciò del tutto.
Giudici 1:29 Anche Efraim non scacciò i Cananei che abitavano a Ghezer, perciò i Cananei abitarono a Ghezer in mezzo a Efraim.
Giudici 1:30 Zabulon non scacciò gli abitanti di Chitron, né gli abitanti di Naalol; e i Cananei abitarono in mezzo a Zabulon e furono costretti a lavorare per gli Israeliti.
Giudici 1:31 Ascer non scacciò gli abitanti di Acco, né gli abitanti di Sidone, né quelli di Alab, di Aczib, di Chelba, di Afic, di Reob;
Giudici 1:32 i figli di Ascer si stabilirono in mezzo ai Cananei che abitavano il paese, perché non li scacciarono.
Giudici 1:33 Neftali non scacciò gli abitanti di Bet-Semes, né gli abitanti di Bet-Anat, e si stabilì in mezzo ai Cananei che abitavano il paese; ma gli abitanti di Bet-Semes e di Bet-Anat furono da loro assoggettati a servitù.
Giudici 1:34 Gli Amorei respinsero i figli di Dan nella regione montuosa e non li lasciarono scendere nella valle.
Giudici 1:35 Gli Amorei si mostrarono decisi a restare a Ar-Cheres, ad Aialon e a Saalbim; ma la mano della casa di Giuseppe si aggravò su di loro tanto che furono assoggettati a servitù.
Giudici 1:36 Il confine degli Amorei si estendeva dalla salita di Acrabbim, andando da Sela in su, verso il nord.
Giudici 2:1 L' angelo del SIGNORE salì da Ghilgal a Bochim e disse: «Io vi ho fatto salire dall' Egitto e vi ho condotti nel paese che avevo giurato ai vostri padri di darvi. Avevo anche detto: "Io non romperò mai il mio patto con voi";
Giudici 2:2 e voi, dal canto vostro, non farete alleanza con gli abitanti di questo paese e demolirete i loro altari. Ma voi non avete ubbidito alla mia voce. Perché avete fatto questo?
Giudici 2:3 Perciò anch' io ho detto: "Io non li scaccerò davanti a voi; ma essi saranno tanti nemici contro di voi e i loro dèi saranno, per voi, un' insidia"».
Giudici 2:4 Appena l' angelo del SIGNORE ebbe detto queste parole a tutti i figli d' Israele, il popolo si mise a piangere ad alta voce.
Giudici 2:5 Posero a quel luogo il nome di Bochim e offrirono là dei sacrifici al SIGNORE.
Giudici 2:6 Giosuè rimandò il popolo, e i figli d' Israele andarono ciascuno nel suo territorio a prendere possesso del paese.
Giudici 2:7 Il popolo servì il SIGNORE durante tutta la vita di Giosuè e durante tutta la vita degli anziani che sopravvissero a Giosuè, che avevano visto tutte le grandi opere che il SIGNORE aveva fatte in favore d' Israele.
Giudici 2:8 Poi Giosuè, figlio di Nun e servo del SIGNORE, morì all' età di centodieci anni
Giudici 2:9 e fu sepolto nel territorio che gli era toccato a Timnat-Cheres, nella regione montuosa di Efraim, a nord della montagna di Gaas.
Giudici 2:10 Anche tutta quella generazione fu riunita ai suoi padri; poi, dopo quella, vi fu un' altra generazione che non conosceva il SIGNORE, né le opere che egli aveva compiute in favore d' Israele.
Giudici 2:11 I figli d' Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal;
Giudici 2:12 abbandonarono il SIGNORE, il Dio dei loro padri, che li aveva fatti uscire dal paese d' Egitto, e andarono dietro ad altri dèi, fra gli dèi dei popoli che li attorniavano; si prostrarono davanti a essi e provocarono l' ira del SIGNORE;
Giudici 2:13 abbandonarono il SIGNORE e servirono Baal e gli idoli di Astarte.
Giudici 2:14 L' ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede in mano ai predoni, che li spogliarono; li vendette ai nemici che stavano loro intorno, in modo che non poterono più resistere di fronte ai loro nemici.
Giudici 2:15 Dovunque andavano, la mano del SIGNORE era contro di loro a loro danno, come il SIGNORE aveva detto, come il SIGNORE aveva loro giurato; e la loro tribolazione fu molto grande.
Giudici 2:16 Il SIGNORE allora fece sorgere dei giudici, che li liberavano dalle mani di quelli che li spogliavano.
Giudici 2:17 Ma neppure ai loro giudici davano ascolto, anzi si prostituivano ad altri dèi e si prostravano davanti a loro. Abbandonarono ben presto la via percorsa dai loro padri, i quali avevano ubbidito ai comandamenti del SIGNORE; ma essi non fecero così.
Giudici 2:18 Quando il SIGNORE suscitava loro dei giudici, il SIGNORE era con il giudice e li liberava dalla mano dei loro nemici durante tutta la vita del giudice; poiché il SIGNORE aveva compassione dei loro gemiti a causa di quelli che li opprimevano e angariavano.
Giudici 2:19 Ma quando il giudice moriva, tornavano a corrompersi più dei loro padri, andando dietro ad altri dèi per servirli e prostrarsi davanti a loro; non rinunziavano affatto alle loro pratiche e alla loro caparbia condotta.
Giudici 2:20 Perciò l' ira del SIGNORE si accese contro Israele, ed egli disse: «Poiché questa nazione ha violato il patto che avevo stabilito con i loro padri ed essi non hanno ubbidito alla mia voce,
Giudici 2:21 anch' io non scaccerò più davanti a loro nessuna delle nazioni che Giosuè lasciò quando morì;
Giudici 2:22 così, per mezzo di esse, metterò alla prova Israele per vedere se si atterranno alla via del SIGNORE e cammineranno per essa come fecero i loro padri, o no».
Giudici 2:23 Il SIGNORE lasciò stare quelle nazioni senz' affrettarsi a scacciarle e non le diede nelle mani di Giosuè.
Giudici 3:1 Questi sono i popoli che il SIGNORE lasciò stare per mettere alla prova, per mezzo di essi, Israele, cioè tutti quelli che non avevano visto le guerre di Canaan.
Giudici 3:2 Egli voleva soltanto che le nuove generazioni dei figli d' Israele conoscessero e imparassero la guerra: quelli, per lo meno, che non l' avevano mai vista prima. Questi popoli erano:
Giudici 3:3 i cinque principi dei Filistei, tutti i Cananei, i Sidoni e gli Ivvei, che abitavano la montagna del Libano, dal monte Baal-Ermon fino all' ingresso di Camat.
Giudici 3:4 Queste nazioni servirono a mettere Israele alla prova, per vedere se Israele avrebbe ubbidito ai comandamenti che il SIGNORE aveva dato ai loro padri per mezzo di Mosè.
Giudici 3:5 Così i figli d' Israele abitarono in mezzo ai Cananei, agli Ittiti, agli Amorei, ai Ferezei, agli Ivvei e ai Gebusei;
Giudici 3:6 sposarono le loro figlie, diedero le proprie figlie come spose ai loro figli, e servirono i loro dèi.
Giudici 3:7 I figli d' Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE; dimenticarono il SIGNORE, il loro Dio, e servirono gli idoli di Baal e di Astarte.
Giudici 3:8 Perciò l' ira del SIGNORE si accese contro Israele ed egli li diede nelle mani di Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e i figli d' Israele furono servi di Cusan-Risataim per otto anni.
Giudici 3:9 Poi i figli d' Israele gridarono al SIGNORE e il SIGNORE fece sorgere per loro un liberatore: Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb; ed egli li liberò.
Giudici 3:10 Lo Spirito del SIGNORE venne su di lui ed egli fu giudice d' Israele; uscì a combattere e il SIGNORE gli diede nelle mani Cusan-Risataim, re di Mesopotamia; e la sua mano fu potente contro Cusan-Risataim.
Giudici 3:11 Il paese ebbe pace per quarant' anni; poi Otniel, figlio di Chenaz, morì.
Giudici 3:12 I figli d' Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE; così il SIGNORE rese forte Eglon, re di Moab, contro Israele, perché essi avevano fatto ciò che è male agli occhi del SIGNORE.
Giudici 3:13 Eglon radunò intorno a sé i figli di Ammon e di Amalec; poi marciò contro Israele, lo sconfisse e s' impadronì della città delle palme.
Giudici 3:14 I figli d' Israele furono servi di Eglon, re di Moab, per diciotto anni.
Giudici 3:15 I figli d' Israele gridarono al SIGNORE ed egli fece sorgere per loro un liberatore: Eud, figlio di Ghera, beniaminita, che era mancino. I figli d' Israele mandarono per mezzo di lui un regalo a Eglon, re di Moab.
Giudici 3:16 Eud si fece una spada a due tagli, lunga un cubito; e la cinse sotto la sua veste, al fianco destro.
Giudici 3:17 Quindi offrì il regalo a Eglon, re di Moab, che era un uomo molto grasso.
Giudici 3:18 Quando ebbe finito la presentazione del regalo, rimandò la gente che l' aveva portato.
Giudici 3:19 Ma egli, giunto agli idoli che sono presso a Ghilgal, tornò indietro e disse: «O re, io ho qualcosa da dirti in segreto». Il re disse: «Silenzio!» Tutti quelli che gli stavano intorno, uscirono.
Giudici 3:20 Allora Eud si avvicinò al re, che stava seduto nella sala di sopra, riservata a lui solo, per prendervi il fresco, e gli disse: «Ho una parola da dirti da parte di Dio». Eglon si alzò dal suo seggio;
Giudici 3:21 ed Eud, stesa la mano sinistra, prese la spada dal suo fianco destro e gliela piantò nel ventre.
Giudici 3:22 Anche l' elsa entrò dopo la lama; e il grasso si rinchiuse attorno alla lama; poiché egli non gli ritirò dal ventre la spada, che gli usciva da dietro.
Giudici 3:23 Poi Eud uscì nel portico, chiuse le porte della sala di sopra, e mise il chiavistello.
Giudici 3:24 Quando fu uscito, vennero i servi, i quali guardarono, ed ecco che le porte della sala di sopra erano chiuse con il chiavistello; e dissero: «Certo egli fa i suoi bisogni nello stanzino della sala fresca».
Giudici 3:25 Tanto aspettarono, che ne furono preoccupati; e poiché il re non apriva le porte della sala, quelli presero la chiave, aprirono, ed ecco che il loro signore era steso per terra, morto.
Giudici 3:26 Mentre essi indugiavano, Eud si diede alla fuga, passò oltre gli idoli e si mise in salvo a Seira.
Giudici 3:27 Quando fu arrivato, sonò la tromba nella regione montuosa di Efraim, e i figli d' Israele scesero con lui dalla regione montuosa, ed egli si mise alla loro testa.
Giudici 3:28 Disse loro: «Seguitemi, perché il SIGNORE vi ha dato nelle mani i Moabiti, vostri nemici». Quelli scesero dietro a lui, s' impadronirono dei guadi del Giordano per impedire il passaggio ai Moabiti, e non lasciarono passare nessuno.
Giudici 3:29 In quel tempo sconfissero circa diecimila Moabiti, tutti robusti e valorosi; non ne scampò neppure uno.
Giudici 3:30 Così, in quel giorno, Moab fu umiliato sotto la mano d' Israele e il paese ebbe pace per ottant' anni.
Giudici 3:31 Dopo Eud, venne Samgar, figlio di Anat. Egli sconfisse seicento Filistei con un pungolo da buoi; anch' egli liberò Israele.
Giudici 4:1 Morto Eud, i figli d' Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE.
Giudici 4:2 Il SIGNORE li diede nelle mani di Iabin, re di Canaan, che regnava ad Asor. Il capo del suo esercito era Sisera, che abitava ad Aroset-Goim.
Giudici 4:3 I figli d' Israele gridarono al SIGNORE, perché Iabin aveva novecento carri di ferro e già da vent' anni opprimeva con violenza i figli d' Israele.
Giudici 4:4 In quel tempo era giudice d' Israele una profetessa, Debora, moglie di Lappidot.
Giudici 4:5 Lei sedeva sotto la palma di Debora, fra Rama e Betel, nella regione montuosa di Efraim, e i figli d' Israele salivano da lei per le controversie giudiziarie.
Giudici 4:6 Debora mandò a chiamare Barac, figlio di Abinoam, da Cades di Neftali, e gli disse: «Il SIGNORE, Dio d' Israele, non ti ha forse dato quest' ordine: "Va' , raduna sul monte Tabor e prendi con te diecimila uomini dei figli di Neftali e dei figli di Zabulon?
Giudici 4:7 Io attirerò verso di te, al torrente Chison, Sisera, capo dell' esercito di Iabin, con i suoi carri e la sua numerosa gente, e lo darò nelle tue mani"».
Giudici 4:8 Barac le rispose: «Se vieni con me, andrò; ma se non vieni con me, non andrò».
Giudici 4:9 Debora disse: «Certamente, verrò con te; però, la via per cui cammini non ti porterà onori; perché il SIGNORE darà Sisera in mano a una donna». E Debora si alzò e andò con Barac a Cades.
Giudici 4:10 Barac convocò Zabulon e Neftali a Cades; diecimila uomini si misero al suo seguito e Debora salì con lui.
Giudici 4:11 Ora Eber, il Cheneo, si era separato dai Chenei, discendenti di Obab, suocero di Mosè, e aveva piantato le sue tende fino al querceto di Saannaim, che è vicino a Cades.
Giudici 4:12 Fu riferito a Sisera che Barac, figlio di Abinoam, era salito sul monte Tabor.
Giudici 4:13 Sisera adunò tutti i suoi carri, novecento carri di ferro, e tutta la gente che era con lui, da Aroset-Goim fino al torrente Chison.
Giudici 4:14 Allora Debora disse a Barac: «Àlzati, poiché questo è il giorno in cui il SIGNORE ha dato Sisera nelle tue mani. Il SIGNORE non va forse davanti a te?» Allora Barac scese dal monte Tabor, seguito da diecimila uomini.
Giudici 4:15 Il SIGNORE mise in rotta, davanti a Barac, Sisera con tutti i suoi carri e con tutto il suo esercito, che fu passato a fil di spada; e Sisera, sceso dal carro, si diede alla fuga a piedi.
Giudici 4:16 Ma Barac inseguì i carri e l' esercito fino ad Aroset-Goim; e tutto l' esercito di Sisera cadde sotto i colpi della spada e non scampò neppure un uomo.
Giudici 4:17 Sisera fuggì a piedi verso la tenda di Iael, moglie di Eber, il Cheneo, perché vi era pace fra Iabin, re di Asor, e la casa di Eber, il Cheneo.
Giudici 4:18 Iael uscì incontro a Sisera e gli disse: «Entra, mio signore, entra da me; non temere». Egli entrò da lei nella sua tenda e lei lo coprì con una coperta.
Giudici 4:19 Egli le disse: «Ti prego, dammi un po' d' acqua da bere perché ho sete». Quella, aperto l' otre del latte, gli diede da bere e lo coprì.
Giudici 4:20 Egli le disse: «Stattene all' ingresso della tenda; forse qualcuno verrà a interrogarti e ti chiederà: "C' è qualcuno qui dentro?" Tu risponderai di no».
Giudici 4:21 Allora Iael, moglie di Eber, prese un piuolo della tenda e un martello, andò pian piano da lui e gli piantò il piuolo nella tempia tanto che esso penetrò in terra. Egli era profondamente addormentato e sfinito; e morì.
Giudici 4:22 Mentre Barac inseguiva Sisera, Iael uscì a incontrarlo e gli disse: «Vieni, e ti mostrerò l' uomo che cerchi». Egli entrò da lei; ecco, Sisera era steso morto, con il piuolo nella tempia.
Giudici 4:23 Quel giorno Dio umiliò Iabin, re di Canaan, davanti ai figli d' Israele.
Giudici 4:24 La mano dei figli d' Israele si fece sempre più pesante su Iabin, re di Canaan, finché l' ebbero annientato.
Giudici 5:1 In quel giorno, Debora cantò questo cantico con Barac, figlio di Abinoam:
Giudici 5:2 Poiché dei capi si sono messi alla testa del popolo in Israele, poiché il popolo si è mostrato volenteroso, benedite il SIGNORE!
Giudici 5:3 Ascoltate, o re! Porgete orecchio, o prìncipi! Al SIGNORE, sì, io canterò, salmeggerò al SIGNORE, al Dio d' Israele.
Giudici 5:4 O SIGNORE, quando uscisti dal Seir, quando venisti dai campi di Edom, la terra tremò, e anche i cieli si sciolsero, anche le nubi si sciolsero in acqua.
Giudici 5:5 I monti furono scossi per la presenza del SIGNORE, anche il Sinai, là, fu scosso davanti al SIGNORE, al Dio d' Israele!
Giudici 5:6 Ai giorni di Samgar, figlio di Anat, ai giorni di Iael, le strade erano abbandonate, e i viandanti seguivano sentieri tortuosi.
Giudici 5:7 I capi mancavano in Israele; mancavano, finché non venni io, Debora, finché non venni io, come una madre in Israele.
Giudici 5:8 Si sceglievano nuovi dèi, e la guerra era alle porte. Si scorgeva forse uno scudo, una lancia, fra i quarantamila uomini d' Israele?
Giudici 5:9 Il mio cuore va ai condottieri d' Israele! O voi che vi offriste volenterosi fra il popolo, benedite il SIGNORE!
Giudici 5:10 Voi che cavalcate asine bianche, voi che sedete su ricchi tappeti, e voi che camminate per le vie, cantate!
Giudici 5:11 Lungi dalle grida degli arcieri, là tra gli abbeveratoi, si celebrino gli atti di giustizia del SIGNORE, gli atti di giustizia dei suoi capi in Israele! Allora il popolo del SIGNORE discese alle porte.
Giudici 5:12 Dèstati, dèstati, Debora! Dèstati, dèstati, intona un canto! Àlzati, Barac, e prendi i tuoi prigionieri, o figlio di Abinoam!
Giudici 5:13 Allora scese un residuo, alla voce dei nobili scese un popolo, il SIGNORE scese con me fra i prodi.
Giudici 5:14 Da Efraim vennero quelli che stanno sul monte Amalec; al tuo séguito venne Beniamino fra le tue genti; da Machir scesero dei capi, e da Zabulon quelli che portano il bastone del comando.
Giudici 5:15 I prìncipi d' Issacar furono con Debora; quale fu Barac, tale fu Issacar: egli si precipitò nella valle sulle orme di lui. Presso i ruscelli di Ruben, le decisioni furono coraggiose!
Giudici 5:16 Perché sei rimasto fra gli ovili ad ascoltare il flauto dei pastori? Presso i ruscelli di Ruben, le decisioni furono coraggiose!
Giudici 5:17 Galaad non ha lasciato la sua dimora oltre il Giordano; e Dan, perché si è tenuto sulle sue navi? Ascer è rimasto presso la riva del mare, e si è riposato nei suoi porti.
Giudici 5:18 Zabulon è un popolo che ha rischiato la vita, così pure Neftali, sulle alture della campagna.
Giudici 5:19 I re vennero, combatterono; allora combatterono i re di Canaan a Taanac, presso le acque di Meghiddo; non ne riportarono un pezzo d' argento.
Giudici 5:20 Dai cieli si combatté: gli astri, nel loro corso, combatterono contro Sisera.
Giudici 5:21 Il torrente Chison li travolse, l' antico torrente, il torrente Chison. Anima mia, avanti, con forza!
Giudici 5:22 Allora gli zoccoli dei cavalli martellavano il suolo, al galoppo, al galoppo dei loro guerrieri in fuga.
Giudici 5:23 Maledite Meroz, dice l' angelo del SIGNORE; maledite, maledite i suoi abitanti, perché non vennero in soccorso del SIGNORE, in soccorso del SIGNORE insieme con i prodi!
Giudici 5:24 Benedetta sia fra le donne Iael, moglie di Eber, il Cheneo! Fra le donne che stanno sotto le tende, sia benedetta!
Giudici 5:25 Egli chiese dell' acqua e lei gli diede del latte; in una coppa d' onore gli offerse della crema.
Giudici 5:26 Con una mano prese il piuolo; e con la destra, il martello degli operai; colpì Sisera, gli spaccò la testa, gli fracassò e gli trapassò le tempie.
Giudici 5:27 Ai piedi di Iael egli si piegò, cadde, giacque disteso; ai suoi piedi si piegò e cadde; là, dove si piegò, cadde esanime.
Giudici 5:28 La madre di Sisera guarda dalla finestra e grida attraverso l' inferriata: Perché il suo carro tarda ad arrivare? Perché sono così lente le ruote dei suoi carri?
Giudici 5:29 Le più sagge delle sue dame le rispondono, e anche lei replica a sé stessa:
Giudici 5:30 Non trovano forse bottino? Non se lo stanno forse dividendo? Una fanciulla, due fanciulle per ognuno; a Sisera un bottino di vesti variopinte; un bottino di vesti variopinte e ricamate, variopinte e ricamate d' ambo i lati per le spalle del vincitore!
Giudici 5:31 Così periscano tutti i tuoi nemici, o SIGNORE! Coloro che ti amano siano come il sole quando si alza in tutta la sua forza! Così il paese ebbe pace per quarant' anni.
Giudici 6:1 Ma i figli d' Israele fecero ciò che è male agli occhi del SIGNORE, e il SIGNORE li diede nelle mani di Madian per sette anni.
Giudici 6:2 La mano di Madian fu potente contro Israele; e, per la paura dei Madianiti, i figli d' Israele si fecero quelle grotte che sono nei monti, delle caverne e dei forti.
Giudici 6:3 Quando Israele aveva seminato, i Madianiti con gli Amalechiti e con i popoli dell' oriente salivano contro di lui,
Giudici 6:4 si accampavano contro gl' Israeliti, distruggevano tutti i prodotti del paese fino a Gaza e non lasciavano in Israele né viveri, né pecore, né buoi, né asini.
Giudici 6:5 Infatti salivano con le loro greggi e con le loro tende e arrivavano come una moltitudine di cavallette; essi e i loro cammelli erano innumerevoli e venivano nel paese per devastarlo.
Giudici 6:6 Israele dunque fu ridotto in grande miseria a causa di Madian; e i figli d' Israele gridarono al SIGNORE.
Giudici 6:7 Quando i figli d' Israele gridarono al SIGNORE a causa di Madian,
Giudici 6:8 il SIGNORE mandò ai figli d' Israele un profeta, che disse loro: «Così dice il SIGNORE, il Dio d' Israele: "Io vi feci salire dall' Egitto e vi feci uscire dalla casa di schiavitù;
Giudici 6:9 vi liberai dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi opprimevano; li scacciai davanti a voi, vi diedi il loro paese
Giudici 6:10 e vi dissi: Io sono il SIGNORE, il vostro Dio; non adorate gli dèi degli Amorei nel paese dei quali abitate; ma voi non avete ascoltato la mia voce"».
Giudici 6:11 Poi venne l' angelo del SIGNORE e si sedette sotto il terebinto d' Ofra, che apparteneva a Ioas, abiezerita; e Gedeone, figlio di Ioas, trebbiava il grano nello strettoio, per nasconderlo ai Madianiti.
Giudici 6:12 L' angelo del SIGNORE gli apparve e gli disse: «Il SIGNORE è con te, o uomo forte e valoroso!»
Giudici 6:13 Gedeone gli rispose: «Ahimè, mio signore, se il SIGNORE è con noi, perché ci è accaduto tutto questo? Dove sono tutte quelle sue meraviglie che i nostri padri ci hanno narrate dicendo: "Il SIGNORE non ci ha forse fatti uscire dall' Egitto?" Ma ora il SIGNORE ci ha abbandonati e ci ha dati nelle mani di Madian».
Giudici 6:14 Allora il SIGNORE si rivolse a lui e gli disse: «Va' con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non sono io che ti mando?»
Giudici 6:15 Egli rispose: «Ah, signore mio, con che salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre».
Giudici 6:16 Il SIGNORE gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».
Giudici 6:17 Gedeone a lui: «Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, dammi un segno che sei proprio tu che mi parli.
Giudici 6:18 Ti prego, non te ne andare di qui prima che io torni da te, ti porti la mia offerta e te la metta davanti». Il SIGNORE disse: «Aspetterò finché tu ritorni».
Giudici 6:19 Allora Gedeone entrò in casa, preparò un capretto e, con un efa di farina, fece delle focacce azzime; mise la carne in un canestro, il brodo in una pentola, gli portò tutto sotto il terebinto e glielo offrì.
Giudici 6:20 L' angelo di Dio gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia, e versavi su il brodo». Egli fece così.
Giudici 6:21 Allora l' angelo del SIGNORE stese la punta del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e dalla roccia uscì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime; e l' angelo del SIGNORE scomparve dalla sua vista.
Giudici 6:22 Allora Gedeone vide che era l' angelo del SIGNORE e disse: «Misero me, Signore, mio DIO, perché ho visto l' angelo del SIGNORE faccia a faccia!»
Giudici 6:23 Il SIGNORE gli disse: «Sta' in pace, non temere, non morirai!»
Giudici 6:24 Allora Gedeone costruì un altare al SIGNORE e lo chiamò SIGNORE-Pace. Esso esiste anche al giorno d' oggi, a Ofra degli Abiezeriti.
Giudici 6:25 Quella stessa notte, il SIGNORE gli disse: «Prendi il toro di tuo padre e il secondo toro di sette anni, demolisci l' altare di Baal che è di tuo padre, abbatti l' idolo che gli sta vicino
Giudici 6:26 e costruisci un altare al SIGNORE, al tuo Dio, in cima a questa roccia, disponendo ogni cosa con ordine; poi prendi il secondo toro e offrilo come olocausto usando il legno dell' idolo che avrai abbattuto».
Giudici 6:27 Allora Gedeone prese dieci uomini tra i suoi servitori e fece come il SIGNORE gli aveva detto; ma non osando farlo di giorno, per paura della casa di suo padre e della gente della città, lo fece di notte.
Giudici 6:28 Quando la gente della città l' indomani mattina si alzò, ecco che l' altare di Baal era stato demolito, che l' idolo postovi accanto era abbattuto e che il secondo toro era offerto in olocausto sull' altare che era stato costruito.
Giudici 6:29 Si dissero l' un l' altro: «Chi ha fatto questo?» Dopo essersi informati e dopo aver fatto delle ricerche, fu loro detto: «Gedeone, figlio di Ioas, ha fatto questo».
Giudici 6:30 Allora la gente della città disse a Ioas: «Conduci fuori tuo figlio e sia messo a morte, perché ha demolito l' altare di Baal e ha abbattuto l' idolo che gli stava vicino».
Giudici 6:31 Ioas rispose a tutti quelli che insorgevano contro di lui: «Volete difendere la causa di Baal? Volete venirgli in soccorso? Chi vorrà difendere la sua causa sarà messo a morte prima di domattina; se esso è un dio, difenda egli stesso la sua causa, visto che hanno demolito il suo altare».
Giudici 6:32 Perciò quel giorno Gedeone fu chiamato Ierubbaal, perché si disse: «Difenda Baal la sua causa contro di lui, visto che egli ha demolito il suo altare».
Giudici 6:33 Tutti i Madianiti, gli Amalechiti e i popoli dell' oriente si radunarono, attraversarono il Giordano e si accamparono nella valle di Izreel.
Giudici 6:34 Ma lo Spirito del SIGNORE si impossessò di Gedeone, il quale sonò la tromba, e gli Abiezeriti furono convocati per seguirlo.
Giudici 6:35 Egli mandò anche dei messaggeri in tutto Manasse, invitandolo a seguirlo; mandò dei messaggeri nelle tribù di Ascer, di Zabulon e di Neftali, e anche queste salirono a incontrarli.
Giudici 6:36 Gedeone disse a Dio: «Se vuoi salvare Israele per mano mia, come hai detto,
Giudici 6:37 ecco, io metterò un vello di lana sull' aia: se c' è della rugiada sul vello soltanto e tutto il terreno resta asciutto, io saprò che tu salverai Israele per mia mano come hai detto».
Giudici 6:38 Così avvenne. La mattina dopo, Gedeone si alzò presto, strizzò il vello e ne spremette la rugiada: una coppa piena d' acqua.
Giudici 6:39 Gedeone disse a Dio: «Non si accenda l' ira tua contro di me. Io non parlerò che questa volta soltanto. Permetti che io faccia un' altra prova con il vello: resti asciutto soltanto il vello e ci sia della rugiada su tutto il terreno».
Giudici 6:40 Dio fece così quella notte: il vello soltanto restò asciutto e ci fu della rugiada su tutto il terreno.
Giudici 7:1 Ierubbaal dunque, cioè Gedeone, con tutta la gente che era con lui, alzatosi la mattina presto, si accampò presso la sorgente di Carod. L' accampamento di Madian era a nord di quello di Gedeone, verso la collina di More, nella valle.
Giudici 7:2 Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo numerosa perché io dia Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi di fronte a me, e dire: "È stata la mia mano a salvarmi".
Giudici 7:3 Fa' dunque proclamare questo, in maniera che il popolo l' oda: Chiunque ha paura e trema se ne torni indietro e si allontani dal monte di Galaad». E tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila.
Giudici 7:4 Il SIGNORE disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falla scendere all' acqua dove io li sceglierò per te. Quello del quale ti dirò: Questo vada con te, andrà con te; e quello del quale ti dirò: Questo non vada con te, non andrà».
Giudici 7:5 Gedeone fece dunque scendere la gente all' acqua; e il SIGNORE gli disse: «Tutti quelli che leccheranno l' acqua con la lingua, come la lecca il cane, li metterai da parte; così pure tutti quelli che, per bere, si metteranno in ginocchio».
Giudici 7:6 Il numero di quelli che leccarono l' acqua, portandosela alla bocca nella mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l' acqua.
Giudici 7:7 Allora il SIGNORE disse a Gedeone: «Mediante questi trecento uomini che hanno leccato l' acqua io vi libererò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua».
Giudici 7:8 I trecento presero i viveri del popolo e le sue trombe; e Gedeone, rimandati tutti gli altri uomini d' Israele, ciascuno alla sua tenda, trattenne questi con sé. L' accampamento di Madian era sotto il suo, nella valle.
Giudici 7:9 Quella stessa notte, il SIGNORE disse a Gedeone: «Àlzati, piomba sull' accampamento, perché io l' ho messo nelle tue mani.
Giudici 7:10 Ma se hai paura di farlo, scendi con Pura, tuo servo,
Giudici 7:11 e udrai quello che dicono; e, dopo questo, le tue mani saranno fortificate per piombare sull' accampamento». Egli dunque scese con Pura, suo servo, fino agli avamposti dell' accampamento.
Giudici 7:12 I Madianiti, gli Amalechiti e tutti i popoli dell' oriente erano sparsi nella valle come una moltitudine di cavallette e i loro cammelli erano innumerevoli come la sabbia che è sulla riva del mare.
Giudici 7:13 Quando Gedeone arrivò, un uomo stava raccontando un sogno a un suo compagno e gli diceva: «Ho fatto un sogno. C' era un pane tondo, d' orzo, che rotolava nell' accampamento di Madian, giungeva alla tenda, la investiva, in modo da farla cadere, da rovesciarla, da lasciarla per terra».
Giudici 7:14 Il suo compagno gli rispose e gli disse: «Questo non è altro che la spada di Gedeone, figlio di Ioas, uomo d' Israele; Dio ha messo nelle sue mani Madian e tutto l' accampamento».
Giudici 7:15 Quando Gedeone ebbe udito il racconto del sogno e la sua interpretazione, adorò Dio; poi tornò all' accampamento d' Israele e disse: «Alzatevi, perché il SIGNORE ha messo nelle vostre mani l' accampamento di Madian!»
Giudici 7:16 Divise i trecento uomini in tre schiere, consegnò a tutti quanti delle trombe e delle brocche vuote con delle fiaccole nelle brocche;
Giudici 7:17 e disse loro: «Guardate me e fate come farò io; quando sarò giunto all' estremità dell' accampamento, come farò io, così farete voi;
Giudici 7:18 e quando io con tutti quelli che sono con me sonerò la tromba, anche voi sonerete le trombe intorno a tutto l' accampamento e direte: "Per il SIGNORE e per Gedeone!"»
Giudici 7:19 Gedeone e i cento uomini che erano con lui giunsero all' estremità dell' accampamento, al principio del cambio di mezzanotte, quando si era appena dato il cambio alle sentinelle. Sonarono le trombe e spezzarono le brocche che tenevano in mano.
Giudici 7:20 Allora le tre schiere sonarono le trombe e spezzarono le brocche; con la sinistra presero le fiaccole e con la destra le trombe per sonare, e si misero a gridare: «La spada per il SIGNORE e per Gedeone!»
Giudici 7:21 Ognuno di loro rimase al suo posto, intorno all' accampamento; e tutti quelli dell' accampamento si misero a correre, a gridare, a fuggire.
Giudici 7:22 Mentre quelli sonavano le trecento trombe, il SIGNORE fece rivolgere la spada di ciascuno contro il compagno per tutto l' accampamento. L' esercito madianita fuggì fino a Bet-Sitta, verso Serera, fino al limite d' Abel-Meola, presso Tabbat.
Giudici 7:23 Gl' Israeliti di Neftali, di Ascer e di tutto Manasse si radunarono e inseguirono i Madianiti.
Giudici 7:24 Gedeone mandò dei messaggeri per tutta la regione montuosa di Efraim a dire: «Scendete incontro ai Madianiti e tagliate loro il passo delle acque fino a Bet-Bara, e i guadi del Giordano». Così tutti gli uomini di Efraim furono radunati e si impadronirono dei passi delle acque fino a Bet-Bara e dei guadi del Giordano.
Giudici 7:25 Presero due prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb; uccisero Oreb alla roccia di Oreb, e Zeeb al torchio di Zeeb; inseguirono i Madianiti e portarono le teste di Oreb e di Zeeb a Gedeone, dall' altro lato del Giordano.
Giudici 8:1 Gli uomini di Efraim dissero a Gedeone: «Perché ci hai trattati in questo modo? Perché non ci hai chiamati quando sei andato a combattere contro Madian?» Ebbero con lui una disputa violenta.
Giudici 8:2 Egli rispose loro: «Che ho fatto io in confronto a voi? La racimolatura di Efraim non vale forse più della vendemmia di Abiezer?
Giudici 8:3 Dio vi ha messo in mano i prìncipi di Madian, Oreb e Zeeb; che dunque ho potuto fare in confronto a voi?» Quand' egli ebbe loro detto quella parola, la loro ira contro di lui si calmò.
Giudici 8:4 Gedeone arrivò al Giordano, lo passò con i suoi trecento uomini, i quali, benché stanchi, continuavano a inseguire il nemico,
Giudici 8:5 e disse a quelli di Succot: «Date, vi prego, dei pani alla gente che mi segue, perché è stanca, e io sto inseguendo Zeba e Salmunna, re di Madian».
Giudici 8:6 Ma i capi di Succot risposero: «Zeba e Salmunna sono forse già nelle tue mani? Perché dovremmo dare del pane al tuo esercito?»
Giudici 8:7 Gedeone disse: «Ebbene! Quando il SIGNORE avrà messo nelle mie mani Zeba e Salmunna, io vi lacererò le carni con delle spine del deserto e con dei rovi».
Giudici 8:8 Di là salì a Penuel e fece la stessa richiesta a quelli di Penuel, ma essi gli risposero come avevano fatto quelli di Succot.
Giudici 8:9 Egli disse anche a quelli di Penuel: «Quando tornerò in pace, abbatterò questa torre».
Giudici 8:10 Zeba e Salmunna erano a Carcor con il loro esercito di circa quindicimila uomini, che era tutto quello che rimaneva dell' intero esercito dei popoli dell' oriente, poiché centoventimila uomini armati di spada erano stati uccisi.
Giudici 8:11 Gedeone salì per la via dei nomadi, a oriente di Noba e di Iogbea, e sconfisse l' esercito, che si credeva sicuro.
Giudici 8:12 Zeba e Salmunna si diedero alla fuga; ma egli li inseguì, prese i due re di Madian, Zeba e Salmunna, e sbaragliò tutto l' esercito.
Giudici 8:13 Poi Gedeone, figlio di Ioas, tornò dalla battaglia, per la salita di Cheres;
Giudici 8:14 prese un giovane di Succot, e lo interrogò; e quello gli diede per iscritto i nomi dei capi e degli anziani di Succot, che erano settantasette.
Giudici 8:15 Poi Gedeone andò da quelli di Succot e disse: «Ecco Zeba e Salmunna, a proposito dei quali mi insultaste dicendo "Zeba e Salmunna sono forse già nelle tue mani? Perché dovremmo dare del pane alla tua gente esausta?"»
Giudici 8:16 Poi prese gli anziani della città, e con delle spine del deserto e con dei rovi castigò gli uomini di Succot.
Giudici 8:17 Abbatté la torre di Penuel e uccise la gente della città.
Giudici 8:18 Poi disse a Zeba e a Salmunna: «Com' erano gli uomini che avete ucciso sul Tabor?» Quelli risposero: «Erano come te; ognuno di essi aveva l' aspetto di un figlio di re».
Giudici 8:19 Ed egli riprese: «Erano miei fratelli, figli di mia madre; com' è vero che il SIGNORE vive, se aveste risparmiato la loro vita, io non vi ucciderei!»
Giudici 8:20 Poi disse a Ieter, suo primogenito: «Àlzati, uccidili!» Ma il giovane non estrasse la spada, perché aveva paura, essendo ancora un ragazzo.
Giudici 8:21 Zeba e Salmunna dissero: «Àlzati tu stesso e dàcci il colpo mortale; poiché qual è l' uomo tale è la sua forza». Gedeone si alzò, uccise Zeba e Salmunna, e prese le mezzelune che i loro cammelli portavano al collo.
Giudici 8:22 Allora gli uomini d' Israele dissero a Gedeone: «Regna su di noi, tu, tuo figlio, e il figlio di tuo figlio, poiché ci hai salvati dalla mano di Madian».
Giudici 8:23 Ma Gedeone rispose loro: «Io non regnerò su di voi, né mio figlio regnerà su di voi; il SIGNORE è colui che regnerà su di voi!»
Giudici 8:24 Poi Gedeone disse loro: «Una cosa voglio chiedervi: che ciascuno di voi mi dia gli anelli del suo bottino». - I nemici avevano degli anelli d' oro perché erano Ismaeliti. -
Giudici 8:25 Quelli risposero: «Li daremo volentieri». E stesero un mantello, sul quale ciascuno gettò gli anelli del suo bottino.
Giudici 8:26 Il peso degli anelli d' oro, che egli aveva chiesto, fu di millesettecento sicli d' oro, oltre alle mezzelune, ai pendenti e alle vesti di porpora che i re di Madian avevano addosso, e oltre ai collari che i loro cammelli avevano al collo.
Giudici 8:27 Gedeone ne fece un efod, che pose in Ofra, sua città, e tutto Israele si prostituì al seguito di quello; ed esso diventò un' insidia per Gedeone e per la sua casa.
Giudici 8:28 Così Madian fu umiliato davanti ai figli d' Israele e non alzò più il capo; e il paese ebbe pace per quarant' anni, durante la vita di Gedeone.
Giudici 8:29 Ierubbaal, figlio di Ioas, tornò ad abitare a casa sua.
Giudici 8:30 Gedeone ebbe settanta figli, che gli nacquero dalle sue molte mogli.
Giudici 8:31 La sua concubina, che stava a Sichem, gli partorì anche lei un figlio, al quale pose nome Abimelec.
Giudici 8:32 Poi Gedeone, figlio di Ioas, morì molto vecchio e fu sepolto nella tomba di Ioas suo padre, a Ofra degli Abiezeriti.
Giudici 8:33 Dopo la morte di Gedeone, i figli d' Israele ricominciarono a prostituirsi agl' idoli di Baal e presero Baal-Berit come loro dio.
Giudici 8:34 I figli d' Israele non si ricordarono del SIGNORE, del loro Dio, che li aveva liberati dalle mani di tutti i nemici che li circondavano;
Giudici 8:35 e non dimostrarono nessuna gratitudine alla casa di Ierubbaal, ossia di Gedeone, per tutto il bene che egli aveva fatto a Israele.
Giudici 9:1 Abimelec, figlio di Ierubbaal, andò a Sichem dai fratelli di sua madre e parlò a loro e a tutta la famiglia del padre di sua madre, e disse:
Giudici 9:2 «Vi prego, dite ai Sichemiti, in modo che tutti odano: Che cos' è meglio per voi, che settanta uomini, tutti figli di Ierubbaal, regnino su di voi, oppure che regni su di voi uno solo? Ricordatevi ancora che io sono vostre ossa e vostra carne».
Giudici 9:3 I fratelli di sua madre parlarono di lui, ripetendo a tutti i Sichemiti tutte quelle parole; e il cuore loro si inclinò a favore di Abimelec, perché dissero: «È nostro fratello».
Giudici 9:4 Gli diedero settanta sicli d' argento, che tolsero dal tempio di Baal-Berit, con i quali Abimelec assoldò degli avventurieri audaci che lo seguirono.
Giudici 9:5 Egli andò alla casa di suo padre, a Ofra, e uccise sopra una stessa pietra i suoi fratelli, settanta uomini, figli di Ierubbaal; ma Iotam, figlio minore di Ierubbaal, scampò perché si era nascosto.
Giudici 9:6 Poi tutti i Sichemiti e tutta la casa di Millo si radunarono e andarono a proclamare re Abimelec, presso la quercia del monumento che si trova a Sichem.
Giudici 9:7 Iotam, essendo stato informato della cosa, salì sulla vetta del monte Garizim e, alzando la voce, gridò: «Ascoltatemi, Sichemiti, e vi ascolti Dio!
Giudici 9:8 Un giorno, gli alberi si misero in cammino per ungere un re che regnasse su di loro; e dissero all' ulivo: "Regna tu su di noi".
Giudici 9:9 Ma l' ulivo rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio olio che Dio e gli uomini onorano in me, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
Giudici 9:10 Allora gli alberi dissero al fico: "Vieni tu a regnare su di noi".
Giudici 9:11 Ma il fico rispose loro: "E io dovrei rinunziare alla mia dolcezza e al mio frutto squisito, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
Giudici 9:12 Poi gli alberi dissero alla vite: "Vieni tu a regnare su di noi".
Giudici 9:13 Ma la vite rispose loro: "E io dovrei rinunziare al mio vino che rallegra Dio e gli uomini, per andare ad agitarmi al di sopra degli alberi?"
Giudici 9:14 Allora tutti gli alberi dissero al pruno: "Vieni tu a regnare su di noi".
Giudici 9:15 Il pruno rispose agli alberi: "Se è proprio in buona fede che volete ungermi re per regnare su di voi, venite a rifugiarvi sotto la mia ombra; se no, esca un fuoco dal pruno, e divori i cedri del Libano!"
Giudici 9:16 Ora, avete agito con fedeltà e con integrità proclamando re Abimelec? Avete agito bene verso Ierubbaal e la sua casa? Avete ricompensato mio padre di quello che ha fatto per voi?
Giudici 9:17 Infatti egli ha combattuto per voi, ha messo a repentaglio la sua vita e vi ha liberati dalle mani di Madian,
Giudici 9:18 mentre voi, oggi, siete insorti contro la casa di mio padre, avete ucciso i suoi figli, settanta uomini, sopra una stessa pietra, e avete proclamato re dei Sichemiti Abimelec, figlio della sua serva, perché è vostro fratello.
Giudici 9:19 Se oggi avete agito con fedeltà e con integrità verso Ierubbaal e la sua casa, godetevi Abimelec e Abimelec si goda voi!
Giudici 9:20 Se no, esca da Abimelec un fuoco, che divori i Sichemiti e la casa di Millo; ed esca dai Sichemiti e dalla casa di Millo un fuoco, che divori Abimelec!»
Giudici 9:21 Poi Iotam corse via, fuggì a Beer, e rimase lì per paura di Abimelec, suo fratello.
Giudici 9:22 Abimelec signoreggiò sopra Israele per tre anni.
Giudici 9:23 Poi Dio mandò un cattivo spirito fra Abimelec e i Sichemiti; e i Sichemiti non furono più fedeli ad Abimelec,
Giudici 9:24 affinché la violenza fatta ai settanta figli di Ierubbaal ricevesse il suo castigo e il loro sangue ricadesse sopra Abimelec, loro fratello, che li aveva uccisi, e sopra i Sichemiti che lo avevano aiutato a uccidere i suoi fratelli.
Giudici 9:25 I Sichemiti posero in agguato contro di lui, sulla cima dei monti, della gente che derubava chiunque passasse per la strada, vicino a loro. Abimelec venne a saperlo.
Giudici 9:26 Poi Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli vennero a Sichem e i Sichemiti riposero in lui la loro fiducia.
Giudici 9:27 Usciti nei campi vendemmiarono le loro vigne, pigiarono l' uva e fecero festa. Poi entrarono nella casa del loro dio, mangiarono, bevvero e maledissero Abimelec.
Giudici 9:28 Gaal, figlio di Ebed, disse: «Chi è Abimelec e chi è Sichem, che dobbiamo servirlo? Non è forse il figlio di Ierubbaal? Zebul non è forse il suo commissario? Servite gli uomini di Camor, padre di Sichem! Ma noi perché serviremmo costui?
Giudici 9:29 Ah, se questo popolo fosse ai miei ordini, io scaccerei Abimelec!» Poi disse ad Abimelec: «Rinforza il tuo esercito e fatti avanti!»
Giudici 9:30 Zebul, governatore della città, avendo udito le parole di Gaal, figlio di Ebed, si accese d' ira
Giudici 9:31 e mandò segretamente dei messaggeri ad Abimelec per dirgli: «Ecco, Gaal, figlio di Ebed, e i suoi fratelli sono venuti a Sichem e sobillano la città contro di te.
Giudici 9:32 Àlzati dunque di notte, con la gente che è con te, e fa' un' imboscata nella campagna;
Giudici 9:33 domani mattina, allo spuntar del sole, ti sveglierai e piomberai sulla città. Quando Gaal e i suoi uomini usciranno contro di te, tu gli farai quel che sarà necessario».
Giudici 9:34 Abimelec e tutta la gente che era con lui si alzarono di notte e si appostarono nei dintorni di Sichem, divisi in quattro schiere.
Giudici 9:35 Intanto Gaal, figlio di Ebed, uscì e si fermò all' ingresso della porta della città; e Abimelec uscì dall' imboscata con la gente che era con lui.
Giudici 9:36 Gaal, veduta quella gente, disse a Zebul: «C' è della gente che scende dall' alto dei monti». Zebul gli rispose: «Tu vedi l' ombra dei monti e la prendi per uomini».
Giudici 9:37 Gaal riprese a dire: «Guarda, c' è gente che scende dalle alture del paese e una schiera che giunge per la via della quercia degli indovini».
Giudici 9:38 Allora Zebul gli disse: «Dov' è ora la tua millanteria di quando dicevi: "Chi è Abimelec, che dobbiamo servirlo?" Non è questo il popolo che disprezzavi? Ora, fatti avanti e combatti contro di lui!»
Giudici 9:39 Allora Gaal uscì alla testa dei Sichemiti, e diede battaglia ad Abimelec.
Giudici 9:40 Ma Abimelec lo inseguì ed egli fuggì davanti a lui, e molti uomini caddero morti fino all' ingresso della porta.
Giudici 9:41 Abimelec si fermò ad Aruma e Zebul scacciò Gaal e i suoi fratelli, che non poterono più rimanere a Sichem.
Giudici 9:42 Il giorno seguente, il popolo di Sichem andò nei campi; Abimelec ne fu informato.
Giudici 9:43 Egli prese allora la sua gente, la divise in tre schiere e fece un' imboscata nei campi; e quando vide che il popolo usciva dalla città, mosse contro di loro e ne fece strage.
Giudici 9:44 Poi Abimelec e la gente che era con lui corsero avanti e vennero a porsi all' ingresso della porta della città, mentre le altre due schiere si gettarono su tutti quelli che erano nei campi e ne fecero strage.
Giudici 9:45 Abimelec attaccò la città per tutta la giornata, la prese e uccise la gente che vi si trovava; poi spianò la città e vi sparse sopra del sale.
Giudici 9:46 Tutti gli abitanti della torre di Sichem, udito ciò, si ritirarono nel torrione del tempio di El-Berit.
Giudici 9:47 Fu riferito ad Abimelec che tutti gli abitanti della torre di Sichem si erano radunati lì.
Giudici 9:48 Allora Abimelec salì sul monte Salmon con tutta la gente che era con lui; prese una scure, tagliò un ramo d' albero, lo sollevò e se lo mise sulla spalla; poi disse a quelli che erano con lui: «Quello che mi avete visto fare fatelo presto anche voi!»
Giudici 9:49 Tutti tagliarono dei rami, ognuno il suo, e seguirono Abimelec; posero i rami contro al torrione e lo incendiarono con quelli che vi erano dentro. Così perì tutta la gente della torre di Sichem, circa mille persone, fra uomini e donne.
Giudici 9:50 Poi Abimelec andò a Tebes, la cinse d' assedio e se ne impadronì.
Giudici 9:51 In mezzo alla città vi era una forte torre, dove si rifugiarono tutti gli abitanti della città, uomini e donne; vi si rinchiusero dentro e salirono sul tetto della torre.
Giudici 9:52 Abimelec, giunto alla torre, l' attaccò e si accostò alla porta per appiccarvi il fuoco.
Giudici 9:53 Ma una donna gettò giù un pezzo di macina sulla testa di Abimelec e gli spezzò il cranio.
Giudici 9:54 Egli chiamò subito il giovane che gli portava le armi, e gli disse: «Estrai la spada e uccidimi, affinché non si dica: "Lo ha ammazzato una donna!"» Il suo servo allora lo trafisse ed egli morì.
Giudici 9:55 Quando gli Israeliti videro che Abimelec era morto, se ne andarono, ognuno a casa sua.
Giudici 9:56 Così Dio fece ricadere sopra Abimelec il male che egli aveva fatto contro suo padre uccidendo i suoi settanta fratelli.
Giudici 9:57 Dio fece anche ricadere sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che avevano fatto; e su di loro si compì la maledizione di Iotam, figlio di Ierubbaal.
Giudici 10:1 Dopo Abimelec, per liberare Israele, vi fu Tola, figlio di Pua, figlio di Dodo, uomo d' Issacar. Abitava a Samir, nella regione montuosa di Efraim;
Giudici 10:2 fu giudice d' Israele per ventitré anni; poi morì e fu sepolto a Samir.
Giudici 10:3 Dopo di lui vi fu Iair, il Galaadita, che fu giudice d' Israele per ventidue anni;
Giudici 10:4 ebbe trenta figli che cavalcavano trenta asinelli e avevano trenta città, che si chiamano anche oggi i borghi di Iair e sono nel paese di Galaad.
Giudici 10:5 Poi Iair morì e fu sepolto a Camon.
Giudici 10:6 I figli d' Israele continuarono a fare ciò che è male agli occhi del SIGNORE e servirono gli idoli di Baal e di Astarte, gli dèi della Siria, gli dèi di Sidon, gli dèi di Moab, gli dèi degli Ammoniti e gli dèi dei Filistei; abbandonarono il SIGNORE e non lo servirono più.
Giudici 10:7 L' ira del SIGNORE si accese contro i figli d' Israele ed egli li diede nelle mani dei Filistei e nelle mani dei figli di Ammon.
Giudici 10:8 In quell' anno questi angariarono e oppressero i figli d' Israele; per diciotto anni oppressero tutti i figli d' Israele che erano di là dal Giordano nel paese degli Amorei, in Galaad.
Giudici 10:9 I figli di Ammon attraversarono il Giordano per combattere anche contro Giuda, contro Beniamino e contro la casa d' Efraim; e Israele fu in grande angoscia.
Giudici 10:10 Allora i figli d' Israele gridarono al SIGNORE, e dissero: «Abbiamo peccato contro di te, perché abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i vari Baal».
Giudici 10:11 Il SIGNORE disse ai figli d' Israele: «Non vi ho liberati dagli Egiziani, dagli Amorei, dai figli di Ammon e dai Filistei?
Giudici 10:12 Quando i Sidoni, gli Amalechiti e i Maoniti vi opprimevano e voi gridaste a me, non vi liberai dalle loro mani?
Giudici 10:13 Eppure, mi avete abbandonato e avete servito altri dèi; perciò io non vi libererò più.
Giudici 10:14 Andate a gridare agli dèi che avete scelto; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!»
Giudici 10:15 I figli d' Israele dissero al SIGNORE: «Abbiamo peccato; facci tutto quello che a te piace; soltanto, te ne preghiamo, liberaci oggi!»
Giudici 10:16 Allora tolsero di mezzo a loro gli dèi stranieri e servirono il SIGNORE, che si addolorò per l' afflizione d' Israele.
Giudici 10:17 I figli di Ammon si adunarono e si accamparono in Galaad e pure i figli d' Israele si adunarono e si accamparono a Mispa.
Giudici 10:18 Il popolo, i prìncipi di Galaad, si dissero l' un l' altro: «Chi sarà l' uomo che comincerà l' attacco contro i figli di Ammon? Egli sarà il capo di tutti gli abitanti di Galaad».
Giudici 11:1 Iefte, il Galaadita, era un uomo forte e valoroso, figlio di una prostituta, e aveva Galaad per padre.
Giudici 11:2 La moglie di Galaad gli aveva dato dei figli; e quando essi furono grandi, scacciarono Iefte e gli dissero: «Tu non avrai eredità in casa di nostro padre, perché sei figlio di un' altra donna».
Giudici 11:3 Iefte se ne fuggì lontano dai suoi fratelli e si stabilì nel paese di Tob. Degli avventurieri si raccolsero intorno a Iefte e facevano delle incursioni con lui.
Giudici 11:4 Qualche tempo dopo avvenne che i figli di Ammon mossero guerra a Israele.
Giudici 11:5 Mentre i figli di Ammon erano in guerra contro Israele, gli anziani di Galaad andarono a cercare Iefte nel paese di Tob.
Giudici 11:6 Dissero a Iefte: «Vieni, sii nostro capitano e combatteremo contro i figli di Ammon».
Giudici 11:7 Ma Iefte rispose agli anziani di Galaad: «Non mi avete odiato e scacciato dalla casa di mio padre? Perché venite da me ora che siete nell' angoscia?»
Giudici 11:8 Gli anziani di Galaad dissero a Iefte: «Appunto per questo ora torniamo da te, perché tu venga con noi a combattere contro i figli di Ammon e tu sia capo di noi tutti che abitiamo in Galaad».
Giudici 11:9 Iefte rispose agli anziani di Galaad: «Se mi fate ritornare da voi per combattere contro i figli di Ammon e il SIGNORE li dà in mio potere, io sarò vostro capo».
Giudici 11:10 Gli anziani di Galaad dissero a Iefte: «Il SIGNORE sia testimone e giudice se non facciamo quello che hai detto».
Giudici 11:11 Iefte dunque andò con gli anziani di Galaad; il popolo lo nominò suo capo e condottiero e Iefte ripeté davanti al SIGNORE, a Mispa, tutte le parole che aveva dette prima.
Giudici 11:12 Poi Iefte inviò dei messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli: «Perché vieni contro di me per fare guerra al mio paese?»
Giudici 11:13 Il re degli Ammoniti rispose ai messaggeri di Iefte: «Mi sono mosso perché, quando Israele salì dall' Egitto, s' impadronì del mio paese, dall' Arnon fino allo Iabboc e al Giordano. Rendimelo amichevolmente».
Giudici 11:14 Iefte inviò di nuovo dei messaggeri al re degli Ammoniti per dirgli:
Giudici 11:15 «Così dice Iefte: Israele non si impadronì del paese di Moab, né del paese degli Ammoniti;
Giudici 11:16 ma, quando Israele salì dall' Egitto e attraversò il deserto fino al mar Rosso e giunse a Cades,
Giudici 11:17 inviò dei messaggeri al re di Edom per dirgli: "Ti prego, lasciami passare per il tuo paese"; ma il re di Edom non acconsentì. Ne mandò anche al re di Moab, il quale pure rifiutò; e Israele rimase a Cades.
Giudici 11:18 Poi camminò per il deserto, fece il giro del paese di Edom e del paese di Moab, giunse a oriente del paese di Moab e si accampò di là dall' Arnon, senza entrare nel territorio di Moab; perché l' Arnon segna il confine di Moab.
Giudici 11:19 Israele inviò dei messaggeri a Sicon, re degli Amorei, re di Chesbon e gli mandò a dire: "Ti preghiamo, lasciaci passare attraverso il tuo paese, per arrivare al nostro".
Giudici 11:20 Ma Sicon non si fidò d' Israele e non gli permise di passare per il suo territorio; anzi Sicon radunò tutta la sua gente, si accampò a Iaas e combatté contro Israele.
Giudici 11:21 Il SIGNORE, il Dio d' Israele, diede Sicon e tutta la sua gente nelle mani d' Israele, che li sconfisse; così Israele conquistò tutto il paese degli Amorei, che abitavano quella regione;
Giudici 11:22 conquistò tutto il territorio degli Amorei, dall' Arnon allo Iabboc e dal deserto al Giordano.
Giudici 11:23 Ora che il SIGNORE, il Dio d' Israele, ha scacciato gli Amorei davanti a Israele, che è il suo popolo, dovresti tu possedere il loro paese?
Giudici 11:24 Non possiedi tu quello che Chemos, il tuo dio, ti ha fatto possedere? Così anche noi possederemo il paese di quelli che il SIGNORE ha scacciato davanti a noi.
Giudici 11:25 Sei tu forse migliore di Balac, figlio di Sippor, re di Moab? Litigò egli con Israele? Gli fece guerra?
Giudici 11:26 Sono trecento anni che Israele abita a Chesbon e nelle città del suo territorio, ad Aroer e nelle città del suo territorio e in tutte le città lungo l' Arnon; perché non gliele avete tolte durante questo tempo?
Giudici 11:27 Io non ti ho offeso. Tu agisci male verso di me, movendomi guerra. Il SIGNORE, il giudice, giudichi oggi tra i figli d' Israele e i figli di Ammon!»
Giudici 11:28 Ma il re degli Ammoniti non diede ascolto alle parole che Iefte gli aveva mandato a dire.
Giudici 11:29 Allora lo Spirito del SIGNORE venne su Iefte, che attraversò Galaad e Manasse, passò a Mispa di Galaad e da Mispa di Galaad mosse contro i figli di Ammon.
Giudici 11:30 Iefte fece un voto al SIGNORE e disse: «Se tu mi dai nelle mani i figli di Ammon,
Giudici 11:31 chiunque uscirà dalla porta di casa mia per venirmi incontro, quando tornerò vincitore sugli Ammoniti, sarà del SIGNORE e io l' offrirò in olocausto».
Giudici 11:32 Iefte marciò contro i figli di Ammon per fare loro guerra e il SIGNORE glieli diede nelle mani.
Giudici 11:33 Egli li sconfisse da Aroer fino a Minnit, devastando venti città, e fino ad Abel-Cheramin; fu una grandissima sconfitta per i figli di Ammon che furono umiliati davanti ai figli d' Israele.
Giudici 11:34 Iefte tornò a Mispa, a casa sua; ed ecco uscirgli incontro sua figlia, con timpani e danze. Era l' unica sua figlia; non aveva altri figli né altre figlie.
Giudici 11:35 Come la vide, si stracciò le vesti e disse: «Ah, figlia mia! tu mi riempi d' angoscia! tu sei fra quelli che mi fanno soffrire! Io ho fatto una promessa al SIGNORE e non posso revocarla».
Giudici 11:36 Lei gli disse: «Padre mio, se hai dato la tua parola al SIGNORE, trattami secondo la tua promessa, poiché il SIGNORE ti ha permesso di vendicarti dei figli di Ammon, tuoi nemici».
Giudici 11:37 Poi disse a suo padre: «Mi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, affinché vada su e giù per i monti a piangere la mia verginità con le mie compagne».
Giudici 11:38 Egli le rispose: «Va' !» e la lasciò andare per due mesi. Lei se ne andò con le sue compagne e pianse sui monti la sua verginità.
Giudici 11:39 Alla fine dei due mesi, tornò da suo padre; ed egli fece di lei quello che aveva promesso. Lei non aveva conosciuto uomo. Di qui venne in Israele l' usanza
Giudici 11:40 che le figlie d' Israele vadano tutti gli anni a celebrare la figlia di Iefte, il Galaadita, per quattro giorni.
Giudici 12:1 Gli uomini di Efraim si radunarono, passarono a Safon e dissero a Iefte: «Perché sei andato a combattere contro i figli di Ammon e non ci hai chiamati ad andare con te? Noi bruceremo la tua casa e te con essa».
Giudici 12:2 Iefte rispose loro: «Io e il mio popolo abbiamo avuto grande ostilità con i figli di Ammon; e quando vi ho chiamati in aiuto, non mi avete liberato dalle loro mani.
Giudici 12:3 Vedendo che voi non venivate in mio soccorso, ho posto a repentaglio la mia vita, ho marciato contro i figli di Ammon e il SIGNORE li ha messi nelle mie mani. Perché dunque oggi siete saliti contro di me per muovermi guerra?»
Giudici 12:4 Poi Iefte, radunati tutti gli uomini di Galaad, diede battaglia a Efraim; e gli uomini di Galaad sconfissero gli Efraimiti, perché questi li insultavano dicendo: «Voi, Galaaditi, siete dei fuggiaschi di Efraim, in mezzo a Efraim e in mezzo a Manasse!»
Giudici 12:5 I Galaaditi intercettarono i guadi del Giordano agli Efraimiti; e quando uno dei fuggiaschi d' Efraim diceva: «Lasciatemi passare», gli uomini di Galaad gli chiedevano: «Sei un Efraimita?» Se quello rispondeva: «No», i Galaaditi gli dicevano:
Giudici 12:6 «Ebbene, di' Scibbolet»; e quello diceva: «Sibbolet», senza fare attenzione a pronunciare bene; allora lo afferravano e lo scannavano presso i guadi del Giordano. Perirono in quel tempo quarantaduemila Efraimiti.
Giudici 12:7 Iefte fu giudice d' Israele per sei anni. Poi Iefte, il Galaadita, morì e fu sepolto in una delle città di Galaad.
Giudici 12:8 Dopo di lui fu giudice d' Israele Ibsan di Betlemme,
Giudici 12:9 che ebbe trenta figli, fece sposare le sue trenta figlie con gente di fuori, e fece venire da fuori trenta fanciulle per i suoi figli. Fu giudice d' Israele per sette anni.
Giudici 12:10 Poi Ibsan morì e fu sepolto a Betlemme.
Giudici 12:11 Dopo di lui fu giudice d' Israele Elon, lo Zabulonita; fu giudice d' Israele per dieci anni.
Giudici 12:12 Poi Elon, lo Zabulonita, morì e fu sepolto ad Aialon, nel paese di Zabulon.
Giudici 12:13 Dopo di lui fu giudice d' Israele Abdon, figlio di Illel, il Piratonita.
Giudici 12:14 Ebbe quaranta figli e trenta nipoti, i quali cavalcavano settanta asinelli. Fu giudice d' Israele per otto anni.
Giudici 12:15 Poi Abdon, figlio di Illel, il Piratonita, morì e fu sepolto a Piraton, nel paese di Efraim, sul monte Amalec.
Giudici 13:1 I figli d' Israele continuarono a fare ciò che era male agli occhi del SIGNORE e il SIGNORE li diede nelle mani dei Filistei per quarant' anni.
Giudici 13:2 C' era un uomo di Sorea, della famiglia dei Daniti, di nome Manoà; sua moglie era sterile e non aveva figli.
Giudici 13:3 L' angelo del SIGNORE apparve alla donna, e le disse: «Ecco, tu sei sterile e non hai figli; ma concepirai e partorirai un figlio.
Giudici 13:4 Ora guardati dunque dal bere vino o bevanda alcolica e non mangiare nulla di impuro.
Giudici 13:5 Poiché ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, sulla testa del quale non passerà rasoio, perché il bambino sarà un nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre, e sarà lui che comincerà a liberare Israele dalle mani dei Filistei».
Giudici 13:6 La donna andò a dire a suo marito: «Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l' aspetto di un angelo di Dio: un aspetto davvero tremendo. Io non gli ho domandato da dove veniva, ed egli non mi ha detto il suo nome;
Giudici 13:7 ma mi ha detto: "Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio; ora non bere né vino né bevanda alcolica e non mangiare niente di impuro, perché il bambino sarà un nazireo, consacrato a Dio dal seno di sua madre e fino al giorno della sua morte"».
Giudici 13:8 Allora Manoà supplicò il SIGNORE e disse: «Signore, ti prego che l' uomo di Dio che ci avevi mandato torni di nuovo a noi e ci insegni quello che dobbiamo fare per il bambino che nascerà».
Giudici 13:9 Dio esaudì la preghiera di Manoà; e l' angelo di Dio tornò ancora dalla donna, che era seduta nel campo; ma Manoà, suo marito, non era con lei.
Giudici 13:10 La donna corse in fretta a informare suo marito e gli disse: «Ecco, quell' uomo che venne da me l' altro giorno mi è apparso».
Giudici 13:11 Manoà si alzò, andò dietro a sua moglie e, raggiunto quell' uomo, gli disse: «Sei tu che parlasti a questa donna?» E quegli rispose: «Sono io».
Giudici 13:12 E Manoà: «Quando la tua parola si sarà avverata, quale norma si dovrà seguire per il bambino? Che cosa si dovrà fare per lui?»
Giudici 13:13 L' angelo del SIGNORE rispose a Manoà: «Si astenga la donna da tutto quello che le ho detto.
Giudici 13:14 Non mangi nessun prodotto della vigna, né beva vino o bevanda alcolica, e non mangi niente d' impuro; osservi tutto quello che le ho comandato».
Giudici 13:15 Manoà disse all' angelo del SIGNORE: «Ti prego, permettici di trattenerti e di prepararti un capretto!»
Giudici 13:16 L' angelo del SIGNORE rispose a Manoà: «Anche se tu mi trattenessi non mangerei del tuo cibo; ma, se vuoi fare un olocausto, offrilo al SIGNORE». Manoà non sapeva che quello fosse l' angelo del SIGNORE.
Giudici 13:17 Poi Manoà disse all' angelo del SIGNORE: «Qual è il tuo nome, affinché, quando si saranno adempiute le tue parole, noi ti rendiamo onore?»
Giudici 13:18 L' angelo del SIGNORE gli rispose: «Perché mi chiedi il mio nome? Esso è meraviglioso».
Giudici 13:19 Manoà prese il capretto e l' oblazione e li offrì al SIGNORE su una roccia. Allora avvenne una cosa prodigiosa: Manoà e sua moglie stavano guardando,
Giudici 13:20 e mentre la fiamma saliva dall' altare al cielo, l' angelo del SIGNORE salì con la fiamma dell' altare. Manoà e sua moglie, vedendo questo, caddero con la faccia a terra.
Giudici 13:21 L' angelo del SIGNORE non apparve più né a Manoà né a sua moglie. Allora Manoà riconobbe che quello era l' angelo del SIGNORE
Giudici 13:22 e disse a sua moglie: «Noi moriremo sicuramente, perché abbiamo visto Dio».
Giudici 13:23 Ma sua moglie gli disse: «Se il SIGNORE avesse voluto farci morire, non avrebbe accettato dalle nostre mani l' olocausto e l' oblazione; non ci avrebbe fatto vedere tutte queste cose e non ci avrebbe fatto udire proprio ora delle cose come queste».
Giudici 13:24 Poi la donna partorì un figlio, a cui pose nome Sansone. Il bambino crebbe e il SIGNORE lo benedisse.
Giudici 13:25 Lo spirito del SIGNORE cominciò ad agitarlo quando era a Maane-Dan, fra Sorea ed Estaol.
Giudici 14:1 Sansone scese a Timna e vide là una donna tra le figlie dei Filistei.
Giudici 14:2 Tornato a casa, ne parlò a suo padre e a sua madre, e disse: «Ho visto a Timna una donna tra le figlie dei Filistei; prendetemela dunque per moglie».
Giudici 14:3 Suo padre e sua madre gli dissero: «Non c' è tra le figlie dei tuoi fratelli in tutto il nostro popolo una donna per te? Devi andare a prenderti una moglie tra i Filistei incirconcisi?» Sansone rispose a suo padre: «Prendimi quella perché mi piace».
Giudici 14:4 Suo padre e sua madre non sapevano che questo veniva dal SIGNORE; Sansone infatti cercava un' occasione di contesa da parte dei Filistei. In quel tempo, i Filistei dominavano Israele.
Giudici 14:5 Poi Sansone scese con suo padre e sua madre a Timna; e quando giunsero alle vigne di Timna, ecco un leoncello venirgli incontro ruggendo.
Giudici 14:6 Lo spirito del SIGNORE investì Sansone, che, senza aver niente in mano, squartò la belva, come uno squarta un capretto; ma non disse nulla a suo padre né a sua madre di ciò che aveva fatto.
Giudici 14:7 E scese, parlò alla donna, e questa gli piacque.
Giudici 14:8 Di lì a qualche tempo, tornò per prenderla e uscì di strada per vedere la carcassa del leone; ed ecco nella carcassa del leone c' era uno sciame d' api e del miele.
Giudici 14:9 Egli prese in mano il miele, e si mise a mangiarlo per via; e quando ebbe raggiunto suo padre e sua madre, ne diede loro ed essi ne mangiarono; ma non disse loro che aveva preso il miele dalla carcassa del leone.
Giudici 14:10 Suo padre scese a trovare quella donna e là Sansone fece un convito; perché tale era il costume dei giovani.
Giudici 14:11 Appena i parenti della sposa videro Sansone, invitarono trenta compagni perché stessero con lui.
Giudici 14:12 Sansone disse loro: «Io vi proporrò un enigma; se voi me lo spiegate entro i sette giorni del convito e se l' indovinate, vi darò trenta tuniche e trenta vesti;
Giudici 14:13 ma, se non me lo potete spiegare, darete trenta tuniche e trenta vesti a me».
Giudici 14:14 Quelli gli risposero: «Proponi il tuo enigma e noi l' ascolteremo». Egli disse loro: «Dal mangiatore è uscito del cibo, e dal forte è uscito il dolce». Per tre giorni quelli non poterono spiegare l' enigma.
Giudici 14:15 Il settimo giorno dissero alla moglie di Sansone: «Tenta tuo marito affinché ci spieghi l' enigma; se no, daremo fuoco a te e alla casa di tuo padre. E che? ci avete invitati per spogliarci?»
Giudici 14:16 La moglie di Sansone si mise a piangere presso di lui e a dirgli: «Tu non hai per me che dell' odio e non mi ami; hai proposto un enigma ai figli del mio popolo, e non me l' hai spiegato!» Egli a lei: «Ecco, non l' ho spiegato né a mio padre né a mia madre e lo spiegherei a te?»
Giudici 14:17 Lei pianse presso di lui, per i sette giorni che durava il convito; il settimo giorno Sansone glielo spiegò, perché lo tormentava; e lei spiegò l' enigma ai figli del suo popolo.
Giudici 14:18 Gli uomini della città, il settimo giorno, prima che tramontasse il sole, dissero a Sansone: «Cos' è più dolce del miele? e chi è più forte del leone?» Egli rispose loro: «Se non aveste arato con la mia giovenca, non avreste indovinato il mio enigma».
Giudici 14:19 Lo Spirito del SIGNORE lo investì ed egli scese ad Ascalon, vi uccise trenta uomini, prese le loro spoglie e diede le vesti a quelli che avevano spiegato l' enigma. Poi, acceso d' ira, risalì a casa di suo padre.
Giudici 14:20 Ma la moglie di Sansone fu data al compagno, che egli si era scelto per amico.
Giudici 15:1 Al tempo della mietitura del grano, Sansone andò a visitare sua moglie, le portò un capretto e disse: «Voglio entrare in camera da mia moglie». Ma il padre di lei non gli permise di entrare
Giudici 15:2 e gli disse: «Io credevo sicuramente che tu l' avessi presa in odio, perciò l' ho data al tuo compagno; sua sorella minore non è più bella di lei? Prendila dunque al suo posto».
Giudici 15:3 Sansone rispose loro: «Questa volta, non avrò colpa, se farò del male ai Filistei».
Giudici 15:4 Sansone se ne andò e catturò trecento sciacalli; prese pure delle fiaccole, mise gli sciacalli coda contro coda e una fiaccola in mezzo, fra le due code.
Giudici 15:5 Poi accese le fiaccole, fece correre gli sciacalli per i campi di grano dei Filistei e bruciò i covoni ammassati, il grano ancora in piedi e perfino gli uliveti.
Giudici 15:6 I Filistei chiesero: «Chi ha fatto questo?» Fu risposto: «Sansone, il genero del Timneo, perché questi gli ha preso la moglie e l' ha data al compagno di lui». I Filistei salirono e bruciarono lei e suo padre.
Giudici 15:7 Sansone disse loro: «Poiché agite in questo modo, siate certi che non mi fermerò finché non mi sarò vendicato di voi».
Giudici 15:8 E li sbaragliò interamente, facendone una grande strage. Poi discese e si ritirò nella caverna della roccia d' Etam.
Giudici 15:9 Allora i Filistei salirono, si accamparono in Giuda e si spinsero fino a Lechi.
Giudici 15:10 Gli uomini di Giuda dissero loro: «Perché siete saliti contro di noi?» Quelli risposero: «Siamo saliti per legare Sansone; per fare a lui quello che ha fatto a noi».
Giudici 15:11 Tremila uomini di Giuda scesero alla caverna della roccia di Etam e dissero a Sansone: «Non sai che i Filistei sono nostri dominatori? Che è dunque questo che ci hai fatto?» Egli rispose loro: «Quello che hanno fatto a me, l' ho fatto a loro».
Giudici 15:12 Essi gli dissero: «Noi siamo venuti per legarti e darti in mano ai Filistei». Sansone replicò loro: «Giuratemi che voi stessi non mi ucciderete».
Giudici 15:13 Quelli risposero: «No, ti legheremo soltanto e ti daremo nelle loro mani; ma certamente non ti metteremo a morte». Così lo legarono con due funi nuove e lo fecero uscire dalla caverna.
Giudici 15:14 Quando giunse a Lechi, i Filistei gli si fecero incontro con grida di gioia, ma lo Spirito del SIGNORE lo investì, e le funi che aveva alle braccia divennero come fili di lino a cui si appicchi il fuoco; e i legami gli caddero dalle mani.
Giudici 15:15 Poi, trovata una mascella d' asino ancora fresca, stese la mano, l' afferrò e uccise con essa mille uomini.
Giudici 15:16 Sansone disse: «Con una mascella d' asino, un mucchio! due mucchi! Con una mascella d' asino ho ucciso mille uomini».
Giudici 15:17 Quando ebbe finito di parlare, gettò via la mascella e chiamò quel luogo Ramat-Lechi.
Giudici 15:18 Poi ebbe molta sete, invocò il SIGNORE, e disse: «Tu hai concesso questa grande liberazione per mano del tuo servo; ora, dovrò forse morire di sete e cadere nelle mani degli incirconcisi?»
Giudici 15:19 Allora Dio fendè la roccia concava che è a Lechi e ne uscì dell' acqua. Sansone bevve, il suo spirito si rianimò ed egli riprese vita. Perciò quella fonte fu chiamata En-Accore; essa esiste anche al giorno d' oggi a Lechi.
Giudici 15:20 Sansone fu giudice d' Israele, al tempo dei Filistei, per vent' anni.
Giudici 16:1 Sansone andò a Gaza, vide là una prostituta ed entrò da lei.
Giudici 16:2 Fu detto a quelli di Gaza: «Sansone è venuto qua». Essi lo circondarono, stettero in agguato tutta la notte presso la porta della città e tutta quella notte rimasero quieti e dissero: «Allo spuntar del giorno l' uccideremo».
Giudici 16:3 Sansone rimase a letto fino a mezzanotte; e a mezzanotte si alzò, afferrò i battenti della porta della città e i due stipiti, li divelse insieme con la sbarra, se li mise sulle spalle e li portò in cima al monte che è di fronte a Ebron.
Giudici 16:4 Dopo questo si innamorò di una donna della valle di Sorec, che si chiamava Dalila.
Giudici 16:5 I prìncipi dei Filistei salirono da lei e le dissero: «Tentalo, e vedi da dove viene quella sua gran forza, e come potremmo prevalere contro di lui per giungere a legarlo e a domarlo; e ti daremo ciascuno millecento sicli d' argento».
Giudici 16:6 Dalila dunque disse a Sansone: «Dimmi, ti prego, da dove viene la tua gran forza e in che modo ti si potrebbe legare per domarti».
Giudici 16:7 Sansone le rispose: «Se mi si legasse con sette corde d' arco fresche, non ancora secche, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Giudici 16:8 Allora i prìncipi dei Filistei le portarono sette corde d' arco fresche, non ancora secche e lei lo legò con esse.
Giudici 16:9 C' era gente che stava in agguato, da lei, in una camera interna. Lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli ruppe le corde, come un filo di stoppa si rompe quando sente il fuoco. Così il segreto della sua forza rimase sconosciuto.
Giudici 16:10 Poi Dalila disse a Sansone: «Ecco, tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; ora dimmi, ti prego, con che cosa ti si potrebbe legare».
Giudici 16:11 Egli le rispose: «Se mi si legasse con funi nuove che non fossero ancora state adoperate, io diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Giudici 16:12 Dalila dunque prese delle funi nuove, lo legò e gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» C' era gente in agguato nella camera interna. Egli ruppe, come un filo, le funi che aveva alle braccia.
Giudici 16:13 Dalila disse a Sansone: «Fino ad ora tu mi hai beffata e mi hai detto delle bugie; dimmi con che ti si potrebbe legare». Egli le rispose: «Se tesserai le sette trecce del mio capo con il tuo telaio».
Giudici 16:14 Lei le fissò al subbio, poi gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Ma egli si svegliò dal sonno e strappò via il subbio del telaio con l' ordito.
Giudici 16:15 Lei gli disse: «Come fai a dirmi: "Ti amo", mentre il tuo cuore non è con me? Già tre volte mi hai beffata, e non mi hai detto da dove viene la tua gran forza».
Giudici 16:16 La donna faceva ogni giorno pressione su di lui con le sue parole e lo tormentava. Egli ne fu rattristato a morte
Giudici 16:17 e le aperse tutto il suo cuore e le disse: «Non è mai passato rasoio sulla mia testa, perché sono un nazireo, consacrato a Dio, dal seno di mia madre; se mi tagliassero i capelli, la mia forza se ne andrebbe, diventerei debole e sarei come un uomo qualsiasi».
Giudici 16:18 Dalila, visto che egli le aveva aperto tutto il suo cuore, mandò a chiamare i prìncipi dei Filistei e fece dire loro: «Venite su, questa volta, perché egli mi ha aperto tutto il suo cuore». Allora i prìncipi dei Filistei salirono da lei, e portarono con sé il denaro.
Giudici 16:19 Lei lo fece addormentare sulle sue ginocchia, chiamò un uomo e gli fece tagliare le sette trecce della testa di Sansone; così giunse a domarlo; e la sua forza lo lasciò.
Giudici 16:20 Allora lei gli disse: «Sansone, i Filistei ti sono addosso!» Egli, svegliatosi dal sonno, disse: «Io ne uscirò come le altre volte, e mi libererò». Ma non sapeva che il SIGNORE si era ritirato da lui.
Giudici 16:21 I Filistei lo presero e gli cavarono gli occhi; lo fecero scendere a Gaza e lo legarono con catene di bronzo. Ed egli girava la macina nella prigione.
Giudici 16:22 Intanto, la capigliatura che gli avevano tagliata cominciava a ricrescergli.
Giudici 16:23 Ora i prìncipi dei Filistei si radunarono per offrire un grande sacrificio a Dagon, loro dio, e per rallegrarsi. Dicevano: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone, nostro nemico.
Giudici 16:24 Quando il popolo lo vide, cominciò a lodare il suo dio e a dire: «Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico, colui che ci devastava il paese e che ha ucciso tanti di noi».
Giudici 16:25 Nella gioia del loro cuore, dissero: «Chiamate Sansone, ché ci faccia divertire!» Fecero quindi uscire Sansone dalla prigione ed egli si mise a fare il buffone in loro presenza. Lo posero fra le colonne;
Giudici 16:26 Sansone disse al ragazzo che lo teneva per mano: «Lasciami, che io possa toccare le colonne sulle quali poggia la casa, e mi appoggi a esse».
Giudici 16:27 La casa era piena di uomini e donne; e tutti i prìncipi dei Filistei erano lì; e c' erano sul tetto circa tremila persone, fra uomini e donne, che stavano a guardare mentre Sansone faceva il buffone.
Giudici 16:28 Allora Sansone invocò il SIGNORE e disse: «SIGNORE mio Dio, ti prego, ricòrdati di me! Dammi forza per questa volta soltanto, o Dio, perché io mi vendichi in un colpo solo dei Filistei, per la perdita dei miei due occhi».
Giudici 16:29 Sansone tastò le due colonne di mezzo, che sostenevano la casa; si appoggiò a esse: all' una con la destra, all' altra con la sinistra e disse:
Giudici 16:30 «Che io muoia insieme con i Filistei!» Si curvò con tutta la sua forza e la casa crollò addosso ai prìncipi e a tutto il popolo che c' era dentro; così quelli che uccise mentre moriva furono di più di quanti ne aveva uccisi durante la sua vita.
Giudici 16:31 Poi i suoi fratelli e tutta la casa di suo padre scesero e lo portarono via; quindi risalirono e lo seppellirono fra Sorea ed Estaol, nel sepolcro di Manoà, suo padre. Egli era stato giudice d' Israele per venti anni.
Giudici 17:1 C' era un uomo nella regione montuosa di Efraim che si chiamava Mica.
Giudici 17:2 Egli disse a sua madre: «I millecento sicli d' argento che ti hanno rubato e a proposito dei quali hai pronunziato una maledizione, e l' hai pronunziata in mia presenza, ecco, li ho io; quel denaro l' avevo preso io». Sua madre disse: «Il Signore ti benedica, figlio mio!»
Giudici 17:3 Egli restituì a sua madre i millecento sicli d' argento, e sua madre disse: «Io consacro al SIGNORE, di mano mia, quest' argento a favore di mio figlio, per farne un' immagine scolpita e un' immagine di metallo fuso; e ora te lo rendo».
Giudici 17:4 Quando egli ebbe restituito l' argento a sua madre, questa prese duecento sicli e li diede al fonditore, il quale ne fece un' immagine scolpita, di metallo fuso, che fu messa in casa di Mica.
Giudici 17:5 Così quest' uomo, Mica, ebbe una casa per gli idoli; fece un efod e degli idoli domestici e consacrò uno dei suoi figli, che teneva come sacerdote.
Giudici 17:6 In quel tempo non vi era re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio.
Giudici 17:7 Vi era un giovane di Betlemme di Giuda, della famiglia di Giuda, il quale era un Levita, e abitava in questo luogo.
Giudici 17:8 Quest' uomo partì dalla città di Betlemme di Giuda, per cercare un luogo adatto dove stabilirsi; e, cammin facendo, giunse nella regione montuosa di Efraim, alla casa di Mica.
Giudici 17:9 Mica gli chiese: «Da dove vieni?» Quello gli rispose: «Sono un Levita di Betlemme di Giuda e vado a stabilirmi dove troverò un luogo adatto».
Giudici 17:10 Mica gli disse: «Rimani con me e sii per me padre e sacerdote; ti darò dieci sicli d' argento all' anno, un vestito completo e il vitto». Il Levita entrò.
Giudici 17:11 Egli acconsentì a stare con quell' uomo, che trattò il giovane come uno dei suoi figli.
Giudici 17:12 Mica consacrò quel Levita; il giovane gli servì da sacerdote e si stabilì in casa sua.
Giudici 17:13 Mica disse: «Ora so che il SIGNORE mi farà del bene, perché ho questo Levita come mio sacerdote».
Giudici 18:1 In quel tempo, non vi era re in Israele; e in quel medesimo tempo, la tribù dei Daniti cercava un suo territorio per stabilirvisi, perché, fino a quei giorni, non le era toccata alcuna eredità fra le tribù d' Israele.
Giudici 18:2 I figli di Dan mandarono dunque da Sorea e da Estaol cinque uomini della loro tribù, scelti fra loro tutti, uomini valorosi, per esplorare ed esaminare il paese; e dissero loro: «Andate a esaminare il paese!» Quelli giunsero nella regione montuosa di Efraim, alla casa di Mica e pernottarono in quel luogo.
Giudici 18:3 Quando furono in prossimità della casa di Mica, riconobbero la voce del giovane levita; e, avvicinatisi, gli chiesero: «Chi ti ha condotto qua? Che fai in questo luogo? Perché sei qui?»
Giudici 18:4 Egli disse loro quello che Mica aveva fatto per lui e aggiunse: «Mi stipendia e io gli servo da sacerdote».
Giudici 18:5 Quelli gli dissero: «Consulta Dio, affinché sappiamo se il viaggio che abbiamo intrapreso avrà successo».
Giudici 18:6 Il sacerdote rispose loro: «Andate in pace; il viaggio che fate è sotto lo sguardo del SIGNORE».
Giudici 18:7 I cinque uomini dunque partirono, giunsero a Lais e videro che il popolo, che vi abitava, viveva al sicuro, come gli abitanti di Sidone, tranquillo e fiducioso, poiché nel paese non c' era nessuno in autorità che potesse fare loro il minimo torto; inoltre erano lontani dai Sidoni e non avevano relazione con nessuno.
Giudici 18:8 Poi tornarono dai loro fratelli a Sorea e a Estaol; i fratelli chiesero loro: «Che dite?»
Giudici 18:9 Quelli risposero: «Su, saliamo contro quella gente; poiché abbiamo visto il paese, ed ecco, è eccellente. E voi ve ne state là senza dir nulla? Non siate pigri a muovervi per andare a prendere possesso del paese!
Giudici 18:10 Quando arriverete là, troverete un popolo che se ne sta sicuro. Il paese è vasto e Dio ve lo ha messo in mano: è un luogo dove non manca nulla di ciò che è sulla terra».
Giudici 18:11 Così seicento uomini della famiglia dei Daniti partirono da Sorea e da Estaol, armati per la guerra.
Giudici 18:12 Salirono e si accamparono a Chiriat-Iearim, in Giuda; perciò quel luogo, che è a ovest di Chiriat-Iearim, fu chiamato e si chiama anche oggi Macanè-Dan.
Giudici 18:13 Di là passarono nella regione montuosa di Efraim e giunsero alla casa di Mica.
Giudici 18:14 Allora i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese di Lais dissero ai loro fratelli: «Sapete voi che in questa casa c' è un efod, ci sono degli idoli domestici, un' immagine scolpita, di metallo fuso? Considerate ora quello che dovete fare».
Giudici 18:15 Essi si diressero da quella parte, giunsero alla casa del giovane levita, alla casa di Mica, e gli chiesero come stava.
Giudici 18:16 I seicento uomini dei figli di Dan, armati per la guerra, si misero davanti alla porta.
Giudici 18:17 Ma i cinque uomini che erano andati a esplorare il paese salirono, entrarono in casa, presero l' immagine scolpita, l' efod, gl' idoli domestici e l' immagine di metallo fuso, mentre il sacerdote stava davanti alla porta con i seicento uomini armati.
Giudici 18:18 Quando furono entrati in casa di Mica ed ebbero preso l' immagine scolpita, l' efod, gli idoli domestici e l' immagine di metallo fuso, il sacerdote disse loro: «Che fate?»
Giudici 18:19 Essi gli risposero: «Taci, mettiti la mano sulla bocca, vieni con noi e ci farai da padre e da sacerdote. Che è meglio per te, essere sacerdote in casa di un uomo solo, oppure essere sacerdote di una tribù e di una famiglia in Israele?»
Giudici 18:20 Il sacerdote si rallegrò nel suo cuore; prese l' efod, gl' idoli domestici e l' immagine scolpita e si unì a quella gente.
Giudici 18:21 Così si rimisero in cammino, mettendo davanti a loro i bambini, il bestiame e i bagagli.
Giudici 18:22 Quando erano già lontani dalla casa di Mica, la gente che abitava nelle case vicine a quella di Mica si radunò e inseguì i figli di Dan.
Giudici 18:23 Siccome gridava dietro ai figli di Dan, questi, voltatisi indietro, dissero a Mica: «Che cos' hai? Perché hai radunato questa gente?»
Giudici 18:24 Egli rispose: «Avete portato via gli dèi che mi ero fatti e il mio sacerdote e ve ne siete andati. Che cosa mi rimane? Come potete dunque dirmi: "Che hai?"»
Giudici 18:25 I figli di Dan gli dissero: «Non alzare la voce verso di noi, perché alcuni potrebbero irritarsi e scagliarsi su di voi e tu ci perderesti la vita tua e quella della tua famiglia!»
Giudici 18:26 I figli di Dan continuarono il loro viaggio; e Mica, vedendo che essi erano più forti di lui, se ne tornò a casa sua.
Giudici 18:27 Essi, dopo aver preso le cose che Mica aveva fatte e il sacerdote che aveva al suo servizio, giunsero a Lais, da un popolo che se ne stava tranquillo e senza timori; lo passarono a fil di spada e diedero la città alle fiamme.
Giudici 18:28 Non ci fu nessuno che la liberasse, perché era lontana da Sidone e i suoi abitanti non avevano relazioni con altra gente. Essa era nella valle che si estende verso Bet-Reob.
Giudici 18:29 Poi i Daniti ricostruirono la città, e l' abitarono. Le posero nome Dan, dal nome di Dan, loro padre, che era stato uno dei figli d' Israele; ma prima, il nome della città era Lais.
Giudici 18:30 Poi i figli di Dan rizzarono per sé l' immagine scolpita; e Gionatan, figlio di Ghersom, figlio di Mosè, e i suoi figli furono sacerdoti della tribù dei Daniti fino al giorno in cui gli abitanti del paese furono deportati.
Giudici 18:31 Così collocarono per sé l' immagine scolpita, che Mica aveva fatta, per tutto il tempo che la casa di Dio rimase a Silo.
Giudici 19:1 In quel tempo non c' era re in Israele. Un Levita, il quale abitava nella parte più lontana della regione montuosa di Efraim, si prese per concubina una donna di Betlemme di Giuda.
Giudici 19:2 Questa sua concubina gli fu infedele e lo lasciò per andarsene a casa di suo padre a Betlemme di Giuda, dove stette per un periodo di quattro mesi.
Giudici 19:3 Suo marito si mosse e andò da lei per parlare al suo cuore e ricondurla con sé. Egli aveva preso con sé il suo servo e due asini. Lei lo condusse in casa di suo padre; e come il padre della giovane lo vide, gli si fece incontro festosamente.
Giudici 19:4 Suo suocero, il padre della giovane, lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni; mangiarono, bevvero e pernottarono là.
Giudici 19:5 Il quarto giorno si alzarono di buon' ora e il Levita si disponeva a partire; il padre della giovane disse a suo genero: «Prendi un boccone di pane per fortificarti il cuore; poi ve ne andrete».
Giudici 19:6 Si sedettero ambedue, mangiarono e bevvero insieme. Poi il padre della giovane disse al marito: «Ti prego, acconsenti a passare qui la notte e il tuo cuore si rallegri».
Giudici 19:7 Ma quell' uomo si alzò per andarsene; nondimeno, per l' insistenza del suocero, pernottò di nuovo là.
Giudici 19:8 Il quinto giorno egli si alzò di buon' ora per andarsene; e il padre della giovane gli disse: «Ti prego, fortificati il cuore e aspettate finché declini il giorno». Si misero a mangiare insieme.
Giudici 19:9 Quando quell' uomo si alzò per andarsene con la sua concubina e con il suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: «Ecco, il giorno volge ora a sera; ti prego, trattieniti qui questa notte; vedi, il giorno sta per finire; pernotta qui e il tuo cuore si rallegri; domani vi metterete di buon' ora in cammino e te ne andrai a casa».
Giudici 19:10 Ma il marito non volle passarvi la notte; si alzò, partì, e giunse di fronte a Iebus, che è Gerusalemme, con i suoi due asini sellati e con la sua concubina.
Giudici 19:11 Quando furono vicini a Iebus, era quasi notte; il servo disse al suo padrone: «Vieni, ti prego, dirigiamo il cammino verso questa città dei Gebusei e passiamoci la notte».
Giudici 19:12 Il padrone gli rispose: «No, non dirigeremo il cammino verso una città di stranieri i cui abitanti non sono figli d' Israele, ma andremo fino a Ghibea».
Giudici 19:13 Disse ancora al suo servo: «Andiamo, cerchiamo d' arrivare a uno di quei luoghi e pernotteremo a Ghibea o a Rama».
Giudici 19:14 Così passarono oltre e continuarono il viaggio; e il sole tramontò quando erano presso Ghibea, che appartiene a Beniamino.
Giudici 19:15 Volsero il cammino in quella direzione, per andare a pernottare a Ghibea. Il Levita andò e si fermò sulla piazza della città; ma nessuno li accolse in casa per la notte.
Giudici 19:16 Quando ecco un vecchio, che tornava la sera dai campi, dal suo lavoro; era un uomo della regione montuosa d' Efraim, che abitava come forestiero a Ghibea, in mezzo ai Beniaminiti.
Giudici 19:17 Il vecchio alzò gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della città e gli disse: «Dove vai, e da dove vieni?»
Giudici 19:18 Quello gli rispose: «Siamo partiti da Betlemme di Giuda e andiamo nella parte più remota della zona montuosa d' Efraim. Io sono di là ed ero andato a Betlemme di Giuda; ora sto andando alla casa del SIGNORE, ma nessuno mi accoglie in casa sua.
Giudici 19:19 Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che è con i tuoi servi; a noi non manca nulla».
Giudici 19:20 Il vecchio gli disse: «La pace sia con te! Mi incarico io di ogni tuo bisogno; ma non devi passare la notte sulla piazza».
Giudici 19:21 Così lo condusse in casa sua e diede del foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi, mangiarono e bevvero.
Giudici 19:22 Mentre stavano rallegrandosi, ecco gli uomini della città, gente perversa, circondarono la casa, picchiarono alla porta e dissero al vecchio, al padrone di casa: «Fa' uscire quell' uomo che è entrato in casa tua, perché vogliamo abusare di lui!»
Giudici 19:23 Ma il padrone di casa, uscito fuori, disse loro: «No, fratelli miei, vi prego, non fate una cattiva azione; dal momento che quest' uomo è venuto in casa mia, non commettete quest' infamia!
Giudici 19:24 Ecco qua mia figlia che è vergine, e la concubina di quell' uomo; io ve le condurrò fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacerà; ma non commettete contro quell' uomo una simile infamia!»
Giudici 19:25 Ma quegli uomini non vollero dargli ascolto. Allora l' uomo prese la sua concubina e la condusse fuori da loro; ed essi la presero, abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi, allo spuntar dell' alba, la lasciarono andare.
Giudici 19:26 Quella donna, sul far del giorno, venne a cadere alla porta di casa dell' uomo presso il quale stava suo marito e rimase lì finché fu giorno chiaro.
Giudici 19:27 Suo marito, la mattina, si alzò, aprì la porta di casa e uscì per continuare il suo viaggio, quand' ecco la donna, la sua concubina, giaceva distesa alla porta di casa, con le mani sulla soglia.
Giudici 19:28 Egli le disse: «Àlzati, andiamocene!» Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caricò sull' asino e partì per tornare a casa sua.
Giudici 19:29 Quando giunse a casa, si munì di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mandò per tutto il territorio d' Israele.
Giudici 19:30 Tutti quelli che videro ciò dissero: «Una cosa simile non è mai accaduta né si è mai vista, da quando i figli d' Israele salirono dal paese d' Egitto, fino al giorno d' oggi! Prendete a cuore questo fatto, consultatevi e parlate».
Giudici 20:1 Allora tutti i figli d' Israele uscirono, da Dan fino a Beer-Sceba e al paese di Galaad, e la comunità si raccolse come un solo uomo davanti al SIGNORE, a Mispa.
Giudici 20:2 I capi di tutto il popolo e tutte le tribù d' Israele si presentarono all' assemblea del popolo di Dio, in numero di quattrocentomila fanti, capaci di usare la spada.
Giudici 20:3 I figli di Beniamino udirono che i figli d' Israele erano saliti a Mispa. I figli d' Israele dissero: «Parlate! Com' è stato commesso questo delitto?»
Giudici 20:4 Allora il Levita, il marito della donna che era stata uccisa, rispose: «Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di Beniamino per passarvi la notte.
Giudici 20:5 Ma gli abitanti di Ghibea insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo; avevano l' intenzione di uccidermi; violentarono la mia concubina e lei morì.
Giudici 20:6 Io presi la mia concubina, la feci a pezzi, che mandai per tutto il territorio della eredità d' Israele, perché costoro hanno commesso un delitto e una infamia in Israele.
Giudici 20:7 Eccovi qui tutti, o figli d' Israele; dite qui il vostro parere e che cosa consigliate di fare».
Giudici 20:8 Tutto il popolo si alzò come un sol uomo, e disse: «Nessuno di noi tornerà alla sua tenda, nessuno di noi rientrerà in casa sua.
Giudici 20:9 Ecco ora quel che faremo a Ghibea: l' assaliremo, tireremo a sorte chi deve cominciare.
Giudici 20:10 Prenderemo in tutte le tribù d' Israele dieci uomini su cento, cento su mille e mille su diecimila, i quali andranno a cercare dei viveri per il popolo, affinché al loro ritorno, Ghibea di Beniamino sia trattata secondo tutta l' infamia che ha commessa in Israele».
Giudici 20:11 Così tutti gli uomini d' Israele si radunarono contro quella città, uniti come fossero un solo uomo.
Giudici 20:12 Le tribù d' Israele mandarono degli uomini in tutte le famiglie di Beniamino a dire: «Che delitto è questo che è stato commesso in mezzo a voi?
Giudici 20:13 Consegnateci dunque quegli uomini, quegli scellerati di Ghibea, perché li mettiamo a morte e togliamo il male da Israele». Ma i figli di Beniamino non vollero dare ascolto alla voce dei loro fratelli, i figli d' Israele.
Giudici 20:14 I figli di Beniamino uscirono dalle loro città e si radunarono a Ghibea per andare a combattere contro i figli d' Israele.
Giudici 20:15 Il censimento che in quel giorno si fece dei figli di Beniamino usciti dalle città fu di ventiseimila uomini capaci di usare la spada, senza contare gli abitanti di Ghibea, che erano settecento uomini scelti.
Giudici 20:16 Fra tutta questa gente c' erano settecento uomini scelti, che erano mancini. Tutti costoro potevano lanciare una pietra con la fionda a un capello, senza fallire il colpo.
Giudici 20:17 Si fece pure il censimento degli uomini d' Israele, non compresi quelli di Beniamino; ed erano in numero di quattrocentomila uomini capaci di usare la spada, tutta gente di guerra.
Giudici 20:18 I figli d' Israele si mossero, salirono a Betel e consultarono Dio, dicendo: «Chi di noi salirà per primo a combattere contro i figli di Beniamino?» Il SIGNORE rispose: «Giuda salirà per primo».
Giudici 20:19 L' indomani mattina, i figli d' Israele si misero in marcia e si accamparono presso Ghibea.
Giudici 20:20 Gli uomini di Israele uscirono per combattere contro Beniamino e si disposero in ordine di battaglia contro di loro, presso Ghibea.
Giudici 20:21 Allora i figli di Beniamino uscirono da Ghibea e in quel giorno stesero al suolo, morti, ventiduemila uomini d' Israele.
Giudici 20:22 Il popolo, gli uomini d' Israele, ripresero animo, si disposero di nuovo in ordine di battaglia, nel luogo dove si erano disposti il primo giorno.
Giudici 20:23 I figli d' Israele salirono e piansero davanti al SIGNORE fino alla sera; e consultarono il SIGNORE, dicendo: «Devo continuare a combattere contro i figli di Beniamino, mio fratello?» Il SIGNORE rispose: «Salite contro di loro».
Giudici 20:24 I figli d' Israele attaccarono i figli di Beniamino il giorno appresso.
Giudici 20:25 I Beniaminiti una seconda volta uscirono da Ghibea contro di loro e stesero al suolo, morti, altri diciottomila uomini dei figli d' Israele, tutti capaci di usare la spada.
Giudici 20:26 Allora tutti i figli d' Israele e tutto il popolo salirono a Betel, piansero e rimasero là davanti al SIGNORE e digiunarono quel giorno fino alla sera e offrirono olocausti e sacrifici di riconoscenza davanti al SIGNORE.
Giudici 20:27 I figli d' Israele consultarono il SIGNORE, - l' arca del patto di Dio, in quel tempo, era là
Giudici 20:28 e Fineas, figlio d' Eleazar, figlio d' Aaronne, ne faceva allora il servizio, - e dissero: «Devo continuare ancora a combattere contro i figli di Beniamino mio fratello, o devo cessare?» Il SIGNORE rispose: «Salite, poiché domani ve li darò nelle mani».
Giudici 20:29 Così Israele tese un' imboscata intorno a Ghibea.
Giudici 20:30 I figli d' Israele salirono per la terza volta contro i figli di Beniamino e si disposero in ordine di battaglia presso Ghibea come le altre volte.
Giudici 20:31 I figli di Beniamino, usciti per affrontare il popolo, si lasciarono attirare lontano dalla città e cominciarono a colpire e a uccidere, come le altre volte, alcuni del popolo d' Israele, per le strade, delle quali una sale a Betel e l' altra a Ghibea per la campagna; ne uccisero circa trenta.
Giudici 20:32 Allora i figli di Beniamino dissero: «Eccoli sconfitti davanti a noi come la prima volta!» Ma i figli d' Israele dissero: «Fuggiamo e attiriamoli lontano dalla città sulle strade maestre!»
Giudici 20:33 Tutti gli uomini d' Israele abbandonarono la loro posizione e si disposero in ordine di battaglia a Baal-Tamar, mentre l' imboscata d' Israele si slanciò fuori dal luogo dove si trovava, da Maare-Ghibea.
Giudici 20:34 Diecimila uomini scelti in tutto Israele giunsero davanti a Ghibea. Il combattimento fu aspro e i Beniaminiti non si accorgevano del disastro che stava per colpirli.
Giudici 20:35 Il SIGNORE sconfisse Beniamino davanti a Israele; e i figli d' Israele uccisero quel giorno venticinquemilacento uomini di Beniamino, tutti capaci di usare la spada.
Giudici 20:36 I figli di Beniamino si accorsero di essere sconfitti; infatti gli Israeliti avevano ceduto terreno a Beniamino, perché confidavano nell' imboscata che avevano tesa contro Ghibea.
Giudici 20:37 Quelli dell' imboscata si gettarono prontamente su Ghibea; avanzarono e passarono a fil di spada l' intera città.
Giudici 20:38 C' era un segnale convenuto fra gli uomini d' Israele e quelli dell' imboscata: questi dovevano far salire dalla città un segnale di fumo.
Giudici 20:39 Gli uomini d' Israele avevano dunque voltato le spalle nel combattimento; e quelli di Beniamino avevano cominciato a colpire e uccidere circa trenta uomini d' Israele. Essi dicevano: «Certo, li abbiamo sconfitti come nella prima battaglia!»
Giudici 20:40 Ma quando il segnale, la colonna di fumo, cominciò ad alzarsi dalla città, quelli di Beniamino si voltarono indietro, ed ecco che da tutta la città salivano le fiamme verso il cielo.
Giudici 20:41 Allora gli uomini d' Israele si voltarono e quelli di Beniamino furono spaventati, vedendo il disastro che piombava loro addosso.
Giudici 20:42 Essi voltarono le spalle davanti agli uomini d' Israele, e presero la via del deserto; ma gli assalitori si misero alle loro calcagna e uccidevano sul posto quelli che uscivano dalla città.
Giudici 20:43 Circondarono i Beniaminiti, li inseguirono, furono loro addosso dovunque si fermavano, fino di fronte a Ghibea dal lato dove nasce il sole.
Giudici 20:44 Caddero, dei Beniaminiti, diciottomila uomini, tutta gente di valore.
Giudici 20:45 I Beniaminiti voltarono le spalle e fuggirono verso il deserto, in direzione del masso di Rimmon, e gl' Israeliti ne uccisero per le strade cinquemila, poi continuarono l' inseguimento fino a Ghideom e ne colpirono altri duemila.
Giudici 20:46 Così, il numero totale dei Beniaminiti che caddero quel giorno fu di venticinquemila, tutta gente di valore, capace di usare la spada.
Giudici 20:47 Seicento uomini, che avevano voltato le spalle ed erano fuggiti verso il deserto in direzione del masso di Rimmon, vi rimasero quattro mesi.
Giudici 20:48 Poi gl' Israeliti tornarono contro i figli di Beniamino, li passarono a fil di spada, dagli abitanti delle città al bestiame, a tutto quello che si trovava; e diedero alle fiamme tutte le città che trovarono.
Giudici 21:1 Gli uomini d' Israele avevano giurato a Mispa, dicendo: «Nessuno di noi darà sua figlia in moglie a un Beniaminita».
Giudici 21:2 Il popolo venne a Betel, dove rimase fino alla sera in presenza di Dio; alzando la voce, pianse dirottamente e disse:
Giudici 21:3 «SIGNORE, Dio d' Israele, perché mai è avvenuto questo in Israele? Perché oggi c' è in Israele una tribù di meno?».
Giudici 21:4 Il giorno seguente, il popolo si alzò di buon mattino, costruì là un altare, e offrì olocausti e sacrifici di riconoscenza.
Giudici 21:5 I figli d' Israele dissero: «Chi è, fra tutte le tribù d' Israele, che non sia salito all' assemblea davanti al SIGNORE?» Poiché avevano fatto questo giuramento solenne contro chiunque non fosse salito in presenza del SIGNORE a Mispa: «Quel tale dovrà essere messo a morte».
Giudici 21:6 I figli d' Israele ebbero pietà di Beniamino, loro fratello, e dissero: «Oggi è stata soppressa una tribù d' Israele.
Giudici 21:7 Come faremo a procurare delle donne ai superstiti, visto che abbiamo giurato nel nome del SIGNORE di non dar loro in moglie nessuna delle nostre figlie?»
Giudici 21:8 Dissero dunque: «Qual è fra le tribù d' Israele quella che non è salita in presenza del SIGNORE a Mispa?» Ecco che nessuno di Iabes in Galaad era venuto all' accampamento, all' assemblea;
Giudici 21:9 poiché, fatto il censimento del popolo, si trovò che là non vi era nessuno degli abitanti di Iabes in Galaad.
Giudici 21:10 Allora la comunità mandò là dodicimila uomini fra i più valorosi, e diede loro quest' ordine: «Andate, e passate a fil di spada gli abitanti di Iabes in Galaad, con le donne e i bambini.
Giudici 21:11 Farete questo: voterete allo sterminio ogni maschio e ogni donna che ha avuto relazioni carnali con un uomo».
Giudici 21:12 Quelli trovarono, fra gli abitanti di Iabes in Galaad, quattrocento fanciulle che non avevano avuto relazioni carnali con uomini e le condussero all' accampamento, a Silo, che è nel paese di Canaan.
Giudici 21:13 Tutta la comunità inviò dei messaggeri per parlare ai figli di Beniamino che erano al masso di Rimmon per annunziare loro la pace.
Giudici 21:14 Allora i Beniaminiti tornarono e furono loro date le donne di Iabes in Galaad a cui era stata risparmiata la vita; ma non ve ne fu abbastanza per tutti.
Giudici 21:15 Il popolo dunque ebbe pietà di Beniamino, perché il SIGNORE aveva aperto una breccia fra le tribù d' Israele.
Giudici 21:16 Gli anziani della comunità dissero: «Come faremo a procurare delle donne ai superstiti, visto che le donne beniaminite sono state distrutte?»
Giudici 21:17 Poi dissero: «Quelli che sono scampati rimangano in possesso di ciò che apparteneva a Beniamino, affinché non sia soppressa una tribù in Israele.
Giudici 21:18 Ma noi non possiamo dar loro le nostre figlie in moglie». Poiché i figli d' Israele avevano giurato, dicendo: «Maledetto chi darà una moglie a Beniamino!»
Giudici 21:19 Allora dissero: «Ecco, ogni anno si fa una festa in onore del SIGNORE a Silo, che è a nord di Betel, a oriente della strada che sale da Betel a Sichem e a mezzogiorno di Lebna».
Giudici 21:20 Diedero quest' ordine ai figli di Beniamino: «Andate e fate un' imboscata nelle vigne;
Giudici 21:21 state attenti, e quando le figlie di Silo usciranno per danzare in gruppo, sbucherete dalle vigne; ciascuno rapirà una delle figlie di Silo per prenderla in moglie e ve ne andrete nel paese di Beniamino.
Giudici 21:22 Quando i loro padri o i loro fratelli verranno a lamentarsi con noi, noi diremo loro: "Datecele, per favore, poiché in questa guerra non abbiamo preso una donna per uno. Inoltre non siete voi che gliele avete date; in quel caso, voi sareste colpevoli"».
Giudici 21:23 I figli di Beniamino fecero a quel modo: si presero delle mogli, secondo il loro numero, fra le danzatrici; le rapirono, poi partirono e tornarono nella loro eredità, ricostruirono le città e vi stabilirono la loro dimora.
Giudici 21:24 In quel medesimo tempo, i figli d' Israele se ne andarono di là e tornarono ciascuno nella sua tribù e nella sua famiglia, ciascuno nel luogo della sua eredità.
Giudici 21:25 In quel tempo, non c' era re in Israele; ognuno faceva quello che gli pareva meglio.