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BIBLIOLOGIA

 

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g. LA VERSIONE DI GIOVANNI DIODATI (SEC. XVII - EVANGELICA): Nel 1603 Giovanni Diodati, approfittando della sua profonda conoscenza dell'ebraico, intraprese la traduzione della Bibbia, che pubblicò nel 1607. Nel 1608 mise in rima i Salmi, che poi aggiunse alla sua seconda edizione del 1641. La prima edizione si divideva in tre parti, ognuna con impaginazione propria: Antico Testamento, Apocrifi e Nuovo Testamento. La seconda parte, cioè gli apocrifi, soltanto versione, mentre le altre due sono corredate da riferimenti a margine. La seconda edizione del 1641 fu pubblicata dal Diodati col titolo: "La Sacra Bibbia, tradotta in lingua italiana e commentata, seconda edizione migliorata ed accresciuta". Infatti, non soltanto la versione è mutata in moltissimi punti, ma c'è l'aggiunta di moltissime note ai pie' della pagina e c'è anche l'aggiunta finale "de sacri Salmi, messi in rima per lo medesimo". Per dare un'idea di questa sua opera riportiamo il Salmo 10:

"Beato l'uomo che, dietro a la ria scorta

del consiglio degli empi, orma non prende e ne la via dal ciel smarrito e torta.

Co' peccatori non si ferma insieme, né de la turba schernitrice siede.

Ma '1 sol diletto, che gli stempra il core in sacra gloria, è la legge divina, e la mente devote a tutte l'ore, di notte e giorno, a meditarla inclina e di pio zelo ad osservarla intento.

Quindi egli fiel simild un frondoso arbor, che posto in su le fresche rive d'acque, s'erge prosperoso.

Che 'n sua stagion largheggi in frutti e vive serba le foglie e dal rotato cielo non teme il variar in caldo o gelo.

E così d'esso avran l'opre e l'imprese di venturoso fin bella corona.

Agli empi questi sien grazie contese; con che '1 Signor i giusti guiderdona. Anzi fuscel, che il vento caccia e volpe rassembreran a lieve pula e polve.

E per ciò non avran d'alzar la fronte, nel giudizio final, né baldanza, né d'apparir di colpe carchi e d'onde fra la beata giusta adunanza che de' buoni il Signor la via gradisce ma degli empi empil'opran con lor perisce".

Nel 1644 Diodati dava alle stampe una traduzione francese della sua Bibbia che tuttavia non ebbe molta fortuna. Le note della Bibbia stessa furono tradotte in inglese. Alla versione Diodati furono apportate leggere modifiche nelle edizioni seguenti:

a. Quella pubblicata a Norimberga e Colonia nel 1712 da Mattia d'Erberg;

b. L'altra pubblicata a Lipsia nel 1744 da Giovanni David Muller;

c. L'edizione di Londra del 1819 riveduta da Gianbattista Rolandi fu l'ultima pubblicata conservando ancora gli Apocrifi.

Nel 1821 la Società Biblica Britannica ne iniziava la pubblicazione, ristampandola con qualche lieve ritocco, fino ad ora.

 

h. LA VERSIONE RIVEDUTA: (comunemente conosciuta come versione di Giovanni Luzzi); Nel 1906 la SBBF nominò una commissione composta dai rappresentati delle diverse chiese evangeliche allora esistenti in Italia e la incaricò di preparare una revisione della versione di G. Diodati. I componenti della commissione erano: Jonh H. Piggot, presidente; G. Luzzi, capo revisore; A. Meille, segretario; E. Bosio, G. B. Taylor, D. G. Hittigghill, A. Taglialatela, C. Bianciardi, membri. Capo revisore fu nominato il prof. G. Luzzi, allora docente alla Facoltà Valdese di Teologia sita in Firenze. Le regole e i criteri della revisione alle quali si attennero i revisori e che furono concordate col comitato della SBBF, furono i seguenti:

- Ritenere il più che sia possibile della eccellente traduzione del Diodati, rimodernando solo le voci antiquate e non più capite dal maggior numero dei lettori.

- Accertare nel testo greco e introdurre nell'italiano quelle varianti che gli studi critici sui più antichi manoscritti raccomandano a chi voglia dare al popolo cristiano il pensiero divino nella sua purezza (fu di grande utilità, per questo lavoro, l'edizione del N. T greco del prof. Nestle di Maulbronn, edito dalla SBBF).

- Rendere più chiari e più conformi all'originale quei passi che il Diodati, non avendo a sua disposizione tutto il materiale filologico e critico che possediamo ora, non aveva ben capiti o aveva tradotto imperfettamente.

 

La revisione del N. T. fu pronta nel 1915; in seguito una commissione più ristretta, sempre sotto la direzione di G. Luzzi, completò la revisione dell'A. T. nel 1922. L'intera Bibbia fu pubblicata a Londra nel 1924 col titolo "La Sacra Bibbia, ossia l'Antico e il Nuovo Testamento. Versione riveduta sui testi originali". In seguito, per ordine delle leggi fasciste sulla stampa, che obbligavano a dare il nome dell'autore per ogni pubblicazione in circolazione, fu utilizzato il nome di G. Luzzi, che continua ad essere usato per le Bibbie pubblicate dalla SBBF. In realtà, la gran mole di lavoro di revisione gravò in massima parte sui prof. G. Luzzi e E. Bosio, all'epoca entrambi massime autorità in campo biblico presso la Facoltà Valdese di Teologia.

 

Il valore della Versione Riveduta:

 

Il Diodati all'epoca in cui visse (1607), aveva a disposizione pochi manoscritti ori inali, già adottati dagli studiosi del XVI secolo come il "Textus Receptus" (Testo Ricevuto). Da allora fino ai nostri giorni, con l'enorme sviluppo dello studio archeologico, sono stati ritrovati migliaia di manoscritti, tra cui oltre cinquanta "onciali"; quindi si è potuto riportare alla luce il vero testo originale. La Commissione di revisione della versione Diodati, per ragioni di serietà scientifica, dovette togliere dal testo, soprattutto nel N. T., tutti quei versi che non esistevano nei manoscritti più antichi, anche se ciò avrebbe creato un certo disagio in chi era abituato alla Diodati. Il "Textus Receptus" del XVI secolo riportava molte interpretazioni che originariamente erano, forse, note marginali dei copisti, e che in seguito furono introdotte nel testo. Fu quindi necessario riportare il testo alla primitiva purezza confrontando i manoscritti più antichi. Forse l'errore più grande della commissione fu quello di togliere del tutto dal testo le parti che non apparivano nei più importanti Codici per poi inserirli in fondo alla pagina. Sarebbe stato più semplice per il lettore, soprattutto se abituato alla versione Diodati, di lasciarli nel testo fra parentesi, come avevano già fatto altri traduttori, (vedi il N. T., versione del prof. Oscar Concorda, del 1910). Sarà utile notare, infine, che queste interpolazioni e passi dubbi, trovano tuttavia conferma in vari Codici, nella letteratura cristiana, nonché in varie versioni antiche delle Sacre Scritture e che non sono in contrasto né con lo spirito né con l'insegnamento dottrinale del N. T. Ecco quali sono, in sintesi, i pregi della versione Riveduta:

1. In molti casi una traduzione migliore;

2. Maggiore aderenza al Testo originale;

3. Uso di una lingua più moderna e quindi più comprensibile.