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BIBLIOLOGIA
3. Versioni Orientali:
Queste antiche versioni della Bibbia non ci riguardano molto da
vicino, sebbene siano della massima importanza per il confronto
del Testo, perciò parleremo della più importante:
a. Versione Siriaca Peshitta (la semplice - volgarizzata):
Composta tra il II/III sec. d. C.. Forse all'inizio era una
traduzione diretta dall'ebraico; in seguito fu rivista
adeguandola alla versione greca dei LXX. Per quanto riguarda il
N. T. i quattro evangeli sono fusi in un solo racconto. Questa
armonia dei vangeli, tradotta da Tiziano, Padre apologeta del II
secolo, fu chiamata DIATESSARON.
Possiamo anche menzionare altre versioni orientali delle quali
ben poco ci rimane: Versioni Etiopiche, Arabe, Armene, ecc.
4. Versioni Latine:
Queste versioni ci interessano più da vicino delle precedenti
perché la nostra lingua moderna proviene dalla lingua latina.
Parleremo qui delle due più importanti:
a. Versione Latina Antica (Vetus): Verso la metà del II secolo
la lingua latina si sostituiva a quella greca e diveniva la
lingua parlata in Occidente; quindi cominciarono a circolare
delle versioni della Sacra Scrittura fatte da ignoti fino a che
si usò una versione o più versioni chiamate da alcuni Vetus
Itala e da altri soltanto Vetus. Senza entrare in tutti i
particolari, si può affermare che questa versione o queste
versioni esistevano, in quanto ci sono giunti parecchi
frammenti. Questa versione risale al II o III secolo,
b. Versione "Vulgata" di Girolamo: nel 383 d. C. poiché la
confusione cagionata dal gran numero delle traduzioni anonime
era grande, il vescovo di Roma, Damaso, ordinò a Girolamo di
fare una revisione delle versioni circolanti e fissare un testo
più accurato. Girolamo era un grande studioso. Nacque a Stridone,
nei pressi di Aquileia, in Dalmazia. Ebbe la sua formazione
classica a Roma e poi andò in oriente, presso Antiochia di
Siria, per imparare l'ebraico. Nel 360 si stabilì in Palestina,
e precisamente a Betlehem. Nel 390, dopo aver terminato un
lavoro di revisione, iniziò quello di traduzione, fatto
direttamente dall’ebraico, a differenza delle versioni
precedenti, che erano tradotte dal greco. Per la sua versione,
Girolamo usò il rotolo della sinagoga di Betlehem. Nel 392
iniziò lo studio dell'aramaico e nel 406 concluse la sua
traduzione. Morì a Betlehem nel 4I9/20 d. C. Per riassumere
brevemente l'opera di Girolamo, riproduciamo questa tavola
cronologica:
DATA E LUOGO
|
LIBRI
|
R
E
V
I
S
I
O
N
E
|
| Roma |
|
| 383/384 |
I quattro Vangeli |
| 384/385(?) |
Il resto del Nuovo
Testamento |
| 385 |
Salmi (Salterio
Romano) |
| Betlehem |
|
| 386/390 |
L' A. T. sul testo
esemplare di Origene, in particolare i Salmi;
(Salterio Gallicano;
andato perduto)
|
| Betlehem |
|
T
R
A
D
U
Z
I
O
N
E
|
| 390 circa |
Samuele - Re |
| (?) |
Tobia |
| 391 |
Salmi (Salterio
Ebraico) |
| 392 |
Profeti |
| 393 |
Giobbe |
| 395 |
Esdra - Nehemia |
| 396 |
Cronache |
| 397 |
Proverbi - Ecclesiaste
- Cantico dei Cantici |
| 398/404 |
Pentateuco |
| 405 seg. |
Giosuè - Giudici -
Ruth, Ester |
| (?) |
Giuditta |
Quindi, in sostanza, la "VULGATA" contiene il Nuovo Testamento
secondo la revisione della "VETUS" l'Antico Testamento tradotto
dall'ebraico, ad eccezione dei Salmi, sostituiti dal Salterio
Gallicano. I libri apocrifi furono presi dalla "VETUS" senza
revisione, ad eccezione di Giuditta e Tobia, che furono tradotti
dall'aramaico. La "VULGATA" di Girolamo in un primo tempo fu
molto ostacolata, come d'altronde capita od ogni cosa nuova; ma
già, dopo la morte di Girolamo, questa versione incominciò a
farsi strada per poi divenire la "VULGATA" o "POPOLARE", verso
la fine del secolo XIII. La sua diffusione è testimoniata dal
grande numero di manoscritti e codici giunti fino a noi; circa
8.000. Nel 1546 il Concilio di Trento, pur riconoscendo che la
"VULGATA" era autentica, cioè ufficiale ed immune da errori per
quel che concerne la fede e la morale, riconobbe che essa,
attraverso i secoli, aveva perduto l'antica genuinità e stabilì
che ne fosse fatta una nuova edizione "nella maniera più
corretta possibile" sui diversi manoscritti della "VULGATA"
stessa. Il lavoro fu condotto a termine nel 1588. L'opera riuscì
molto bene, ma non piacque a papa Sisto V, che la trovò troppo
differente dal testo in uso, ed avocò a se il lavoro, che fu
pubblicato nella primavera del 1590. E' questa l'edizione
Sistina, riuscita ma e per la fretta; tra l'altro, Sisto
raccolse un buon numero d'interpolazioni che erano state
scartate dalla Commissione. Morto Sisto V, il 27 agosto di
quell'anno, si procedette ad una nuova edizione, la quale uscì
nel 1592, sotto il pontificato di Clemente XIII, pubblicata col
nome del precedente papa Sisto V. Solo nel 1604 si cominciò ad
aggiungere, accanto al nome di Sisto, quello di Clemente. E
l'edizione Sisto-Clementina, in uso ancora oggi, che se, da un
lato, è migliore dell'edizione Sistina, resta però inferiore a
quella preparata dalla Commissione del 1588 (nota presa dalla
"Sacra Bibbia, introduzione generale, a cura del Dr. D. Gaetano,
M. Perrella C. M., Marietti Editore 1952, pag. 228). La nota 5
della stessa pagina dice: "I correttori si astennero a bella
posto da una revisione troppo radicale, per un certo riguardo
verso il defunto Pontefice". Intanto le copie della Sistina
furono ritirate dalla circolazione e, raccolte a Roma, furono
distrutte il 5 aprile 1594.
5. Versioni moderne:
La lingua ufficiale dell'Impero Romano cioè la latina, con il
passare dei secoli si trasformò in una lingua impura e, come era
avvenuto per l'ebraico che via via si era trasformato in
aramaico (lingua parlata dai Giudei al tempo di Gesù), così
anche il latino classico non era più usato nei discorsi, ma si
parlava un linguaggio volgare, cioè del popolo, frammisto con
vocaboli importati da altri popoli. Cominciarono a sorgere,
perciò, diverse lingue, tutte scaturite da un medesimo ceppo, ma
ognuna con particolarità proprie. In seguito, prendendo forma,
divennero lingue moderne, dando origine alle cosiddette lingue
neo-latine, che sono:
- Italiano;
- Francese
(langue d'oc e langue d'oeil);
- Spagnolo;
- Portoghese;
- Rumeno;
- Ladino
(parlato ancora oggi nella Svizzera Romancia).
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