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BIBLIOLOGIA
B. Manoscritti greci e post-cristiani:
a. Codice Vaticano: Questo è uno dei manoscritti
più importanti; è un magnifico Codice. E’ chiamato "Vaticano"
perché è conservato a Roma nella biblioteca vaticana, sin dal
1481. Comprende l’A. T. a partire da Genesi 46:28 (versione
greca dei LXX), e il N. T. fino ad Ebrei 9:14. E' stato datato
intorno al IV sec. d. C. composto da 759 fogli di pergamena (617
fogli A. T. e 142 N. T.); ogni foglio ha le dimensioni di cm.
27,5 x 27,5 e contiene 3 colonne di 42 righe ciascuna.
Probabilmente ha avuto origine ad Alessandria d'Egitto.
b. Codice Sinaitico: venne alla luce in due
riprese; nei 1844 e nel 1859. Risale al IV/V sec. d. C. formato
da 346 fogli e mezzo; ogni foglio misura cm. 43x37,8, con sopra
scritte 4 colonne di 48 righe ciascuna. In questo manoscritto si
trova gran parte dell' A. T. e il N. T. in forma quasi completa.
In appendice riporta due scritti cristiani extra-biblici:
l'epistola di Barnaba e il Pastore di Erma. Questo manoscritto
fu scoperto nel monastero di S. Caterina, sul monte Sinai da
Costantino Tischendorf, al tempo libero docente nell'università
di Lipsia. Visitando il convento di S. Caterina, scorse in una
sala un cesto pieno di vecchie pergamene; seppe che altre
pergamene come quelle erano servite per accendere il fuoco, e
che la stessa fine avrebbero fatto le rimanenti. Osservate
attentamente le pergamene, il Tischendorf scoprì che esse
contenevano parte della versione greca dell' A. T. Portate le
pergamene a Lipsia, le pubblicò, destando grande interesse.
Ritornato nel 1859 nel monastero, cercò per vari giorni altro
materiale. Non trovando nulla, stava per ripartire, quando un
inserviente del convento lo condusse nella sua stanza. Quivi il
Tischendorf si trovò davanti una gran quantità di pergamene.
Esaminatele attentamente, scoprì che contenevano, oltre alla
versione greca dell' A. T. il N. T. al completo, il testo greco
dell'epistola di Barnaba, che nessuno, fino ad allora era stato
capace di rintracciare, e il testo greco del libro noto col nome
"Pastore di Erma". Il Codice Sinaitico è conservato al British
Museum, al quale fu venduto per 100.000 sterline, nel 1933,
dalla Biblioteca imperiale di Pietroburgo.
c. Codice Alessandrino: Secondo quanto informa una
nota apposta sulla prima pagina della Genesi, questo gruppo di
pergamene venne in possesso del Patriarca di Alessandria nel
1098, (donde il nome di "Alessandrino"): nel 1621 il Codice
giunge a Costantinopoli e nel 1627 il Patriarca di questa città
lo donò al Re d'Inghilterra; e da allora si trova al British
Museum. Molto probabilmente fu scritto in Egitto nel V sec. d.
C. Delle 820 pagine originarie, ne restano 773; ogni pagina
misura cm. 32x26, con due colonne di scrittura di 49/51 righe.
Contiene l' A. T. greco con qualche lacuna e il N. T. con
omissioni di un certo rilievo. Riporta, inoltre, anche uno
scritto extra-biblico: l'epistola di Clemente Romano.
d. Codice di Efrem: questo Codice è un Palinsesto;
cioè un Codice dal quale è stato cancellato il testo biblico per
scrivervi qualcos'altro. Questo manoscritto su pergamena venne
composto intorno alla metà del V sec. d. C. forse in Egitto. In
orine aveva 238 pagine; se ne conservano 64 della versione greca
dell' A. T. e 145 del N. T. in greco. Le pagine misurano cm. 33
x 26 e sono scritte in una sola colonna di 40/46 righe. Nel XII
secolo il testo biblico venne raschiato per trascrive le opere
di Efrem il Siro, dottore della Chiesa. Solo nel 1843 si scoprì,
grazie a Tischendorf, che le righe sbiadite che si vedevano
sotto, erano un testo biblico raschiato. Questo Codice è
conservato a Parigi nella Biblioteca nazionale.
Questi sono i più famosi e migliori manoscritti. Oltre questi
però, ne possediamo migliaia di altri, in corsivo, che vanno dal
IX al XVI sec. d. C. Questi ultimi 4 codici delle Sacre
Scritture vengono designati dagli esegeti, cioè dagli studiosi
del testo, come segue: "W': Vaticano; "A": Alessandrino; "S":
Sinaitico; "C": Palinsesto di Efrem.
VII. LE VERSIONI DELLE SACRE SCRITTURE
Con il diffondersi del Cristianesimo si rese necessario tradurre
le Sacre Scritture nelle lingue più diverse per venire incontro
alle necessità di quei credenti che non conoscevano l'ebraico o
l'aramaico; lingue nelle quali erano stati redatti i Testi
Sacri. Queste versioni, soprattutto le più antiche, hanno una
grande importanza per una duplice serie di motivi:
a. Rappresentano un utile raffronto per le moderne
versioni della Parola di Dio.
b. Ci testimoniano come, in tempi in cui la trascrizione
e la divisione di un testo scritto doveva avvenire
necessariamente con metodi manuali, molta attenzione era
dedicata alla Parola di Dio, affinché Essa fosse a disposizione
di qualsiasi popolo e nella propria lingua!
1. Versioni greche:
a. La Versione dei Settanta (LXX): Questa versione
è la prima di cui abbiamo conoscenza. L' A. T. fu tradotto in
greco per rispondere alle esigenze degli Ebrei residenti ad
Alessandria d'Egitto che ormai parlavano prevalentemente in
greco e non comprendevano più l'ebraico. Fu un lavoro lungo e
complesso che si svolse tra il 250 e il 150 a.C. Secondo la
tradizione è chiamata "VERSIONE DEI SETTANTA" perché sarebbe
stata tradotta da 72 studiosi Ebrei che, per fare quest'opera,
si chiusero in 72 celle separate sull'isola del Faro, davanti ad
Alessandria. A lavoro ultimato, sempre secondo la tradizione, le
72 versioni, realizzate separatamente, risultarono identiche.
Quest'opera fu l' A. T. usato da tutte le primitive comunità
cristiane al di fuori della Palestina.
b. La Versione di Aquila (130 d. C.): Forse un
proselito Giudeo; la sua versione è rigidamente letterale; ad
ogni parola ebraica faceva corrispondere la medesima in greco.
Di questa versione sono sopravvissute soltanto alcune citazioni
e frammenti, riguardanti il libro dei Re e alcuni Salmi.
c. La Versione di Simmaco (170-230 d. C.?):
Tradusse l' A. T. in un buon greco idiomatico, cercando di
aderire al massimo all'originale ebraico. Anche di quest'opera
rimangono, purtroppo, pochissimi frammenti.
d. La Versione di Teodozione (180-190 d. C.): Più
che un’opera di traduzione, Teodozione fece un lavoro di
revisione della versione dei LXX e di altre traduzioni.
e. L'Esapla di Origene (240 d. C.): Col passare
degli anni e con le trascrizioni manuali si era creata una certa
confusione tra i manoscritti della Versione dei LXX. Origene,
Padre della Chiesa, eccellente predicatore e dotto teologo, nato
ad Alessandria d'Egitto preparò la sua opera; l’Esapla (sei
colonne), mettendo in una pagina, su sei colonne parallele, i
diversi testi:
- I
Colonna: Testo ebraico in lettere ebraiche;
- II
Colonna: Traslitterazione del testo ebraico in lettere greche
- III
Colonna: Versione letterale di Aquila;
- IV
Colonna: Versione Idiomatica di Simmaco;
- V
Colonna: Versione dei Settanta riveduta da Origene;
- VI
Colonna: Versione di Teodozione.
2. Versioni Aramaiche:
Dopo la cattività la lingua parlata dagli Ebrei diventò l'aramaico.
Data la difficoltà del popolo ebreo a comprendere l'ebraico, si
rese necessario l'uso di un interprete o traduttore che
ripetesse in aramaico il Testo Sacro che, durante la riunione
nella Sinagoga, veniva letto in ebraico. All'inizio tutto questo
avveniva oralmente, in seguito, specialmente dopo il bando degli
Ebrei dalla Palestina (138 d. C.), si ritenne opportuno fissare
questa traduzione e interpretazione (Targum, plur. Targumin),
per iscritto.
Secondo una tradizione ebraica il Targum orale ebbe inizio al
tempo di Esdra, comunque non vi sono prove di Targum scritti
prima del 200 d. C. I più famosi Targumin sono:
a. Il Targum di Onkelos: prodotto intorno al III
sec. d. C., si pensa che abbia avuto origine nell'area
babilonese. La tradizione lo attribuisce ad un certo Onkelos,
che viene identificato con l'Aquila, autore della versione
omonima, ma sono soltanto supposizioni non comprovate da altri
elementi.
b. Il Targum di Jonathan Ben Uzziel: meno fedele
del precedente al testo ebraico; datato intorno al IV sec. d.
C.; prodotto forse anch'esso nell'area babilonese.
Altri Targum, di
importanza e valore molto modesti, sono:
c. Il Targum dello pseudo Jonathan sulla legge;
d. Il Targum di Gerusalemme sulla Torà;
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