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BIBLIOLOGIA
g. Il modesto valore intrinseco e il contenuto dubbio di
certi libri: 2Maccabei 15:37-39;
- Contengono errori storici, cronologici e geografici:
1Maccabei 6:1-16; 2Maccabei 1:10-17; 9:1-17;
- Fanno credere che le opere meritorie salvino dalla
morte: Tobia 4:10; 12:9;
- L'azione immorale e falsa compiuta da Giuditta viene
considerata approvata da Dio: Giuditta 9:10, 13;
- Si afferma che la creazione del mondo venne realizzata
utilizzando la materia preesistente: Sapienza 11:17;
- Si afferma che le elemosine espiano il peccato:
Ecclesiastico 3:30;
- Baruc sostiene che Dio ascolta la preghiera per i
morti: Baruc 3:4;
- La chiesa cattolica fonda su questi libri la dottrina
del Purgatorio: 2Maccabei 12:38-46.
C. Il Canone del Nuovo Testamento:
Gesù non lasciò scritto nulla, ma promise ai Suoi discepoli che
lo Spirito Santo, quando sarebbe venuto, avrebbe preso del Suo e
lo avrebbe loro annunciato:
Giovanni 16:12-15. Gesù aveva detto: "Io sono venuto non per
distruggere, ma per compire la legge", e poiché la legge mosaica
era scritta, era presumibile che pure il perfezionamento della
legge sarebbe stato scritto.
Con il diffondersi del cristianesimo era necessario che
l'insegnamento di Gesù, dato per mezzo degli apostoli, rimanesse
invariato; ma poiché, passando di bocca in bocca, poteva subire
dei vistosi cambiamenti, era necessario fissare per iscritto le
dottrine di Cristo e gli eventi della Sua vita. Il primo libro
del N. T. cronologicamente parlando, è la prima epistola ai
Tessalonicesi, scritta verso il 54 d. C. Questa lettera, insieme
con le altre che seguirono, erano inviate, dai fondatori delle
diverse chiese, ai credenti per istruirli. Queste epistole
cominciarono a circolare tra le chiese per ordine degli apostoli
stessi:
Colossesi 4:16. Alcune epistole poi, si riferiscono non ad
una chiesa, ma ad un gruppo di chiese:
2Corinzi 1:1;
Giacomo 1:1;
1Pietro 1:1;
Apocalisse 1:3;
Atti 15:22. L'apostolo Pietro, verso il 66 d. C. parla di
"tutte le epistole del carissimo fratello Paolo":
2Pietro 3:15,16 facendo supporre che esse circolavano tra le
chiese come una collezione di libri. Verso il 60 d. C. apparvero
i primi vangeli autentici o canonici e, probabilmente, intorno
al 100 d. C. fu scritto l'ultimo libro del N. T. che sarebbe la
prima epistola di Giovanni. Questi scritti, riconosciuti e
citati dalla chiesa primitiva, assunsero ben presto autorità
canonica. Già l'apostolo Pietro, verso il 66 d. C., parlando
delle lettere di Paolo, le mette sullo stesso livello delle
Scritture dell' A. T.:
2Pietro 3:15.
La conferma storica che la chiesa primitiva riconosceva
l'autorità del Nuovo Testamento e che questi libri erano usati,
si trova nel fatto che la letteratura cristiana, cioè gli
scritti dei Padri della chiesa dei primi due secoli, cita tutto
il N. T. meno undici versi.
VI. LA LINGUA DELLE SACRE SCRITTURE:
Per quanto riguarda l' A. T. esso è stato scritto in massima
parte in ebraico. La scrittura ebraica, come la fenicia,
presenta un alfabeto di 22 consonanti. Questa scrittura ha
attraversato numerosi stadi di sviluppo, è solo dopo l'esilio
babilonese (586-538 a. C.) che sono stati usati i caratteri
quadrati, che sono ancora in uso attualmente. Solo alcune
piccole parti dell' A. T. sono state scritte in Aramaico: (Genesi
31:47;
Geremia 10:11;
Daniele 2:4 a
7:28;
Esdra 4:8 a
6:18;
7:12-26). La scrittura ebraica classica era composta di sole
consonanti e naturalmente questo fatto rendeva delicata la
trascrizione del testo sacro. Per un certo tempo la tradizione
fu sufficiente ad assicurare la corretta lettura del testo, ma
con l'andare del tempo, e soprattutto, con la dispersione, il
popolo ebraico, assimilandosi ai popoli fra i quali viveva,
perdeva l'esatta conoscenza della pronunzia del testo biblico,
che era scritto, come sappiamo, con sole consonanti. Per
prevenire ogni possibile contaminazione del testo, degli
studiosi ebrei, i "SOFERIM (Scribi), tra il 400 a. C. e il 200
d. C. cercarono di fissare con esattezza il testo originale
secondo le fonti manoscritte in loro possesso. Addirittura, per
preservare il testo da ogni corruzione, si diedero a contare i
versi, le parole e le lettere di ogni libro dell' A. T.
elencandoli alla fine del libro stesso. Questo lavoro fu la base
di partenza per l'opera compiuta dai MASSORETI, (da MASSORA,
Tradizione), rabbini ebrei, i quali, dal V al X sec. d. C.,
hanno compiuto un eccezionale lavoro. Hanno infatti stabilito,
lavorando tra i migliori manoscritti, il Testo esatto dell' A.
T. ricopiandolo con meticolosa cura. I Massoreti hanno poi
annotato, a margine di ogni foglio, il numero delle lettere, il
numero di particolari espressioni, numero delle parole, la
lettera in mezzo, la parola in mezzo di ogni singola riga, ecc.
L'aspetto più importante del loro lavoro fu l'aver ideato e
realizzato un sistema di punti e trattini vocalici in mezzo alle
consonanti, per permettere al lettore l'esatta pronunzia del
testo scritto, senza incorrere in errore. Il N. T. è stato
scritto interamente in greco, ad eccezione del vangelo di
Matteo, redatto in ebraico o aramaico, ma quasi subito tradotto
in greco. C'è da dire che la lingua greca usata nel N. T. non è
precisamente la lingua classica dei letterati e dei grandi
scrittori greci, ma il comune "KOINE" in uso tra il popolo,
anche se, per l'elevatezza degli argomenti trattati e per una
discreta preparazione culturale degli scrittori sacri, la lingua
usata nel N. T. si distacca nettamente da altre opere
contemporanee redatte anche loro nella Koiné.
I
Codici delle Sacre Scritture, per Codice si intende un
manoscritto antico delle Sacre Scritture giunto fino a noi, ne
abbiamo a migliaia. I manoscritti si suddividono in due
categorie:
1. Codici o manoscritti Onciali: sono i più
antichi e così chiamati perché scritti tutti con lettere
maiuscole (lat. unciali, cioè alto un pollice), e senza spazio
tra una parola e l'altra.
2. Codici o manoscritti Corsivi: manoscritti
redatti in corsivo con spazi tra una parola e l'altra; questi
codici sono in genere copie di manoscritti Onciali più antichi.
Per quanto riguarda i
manoscritti delle Sacre Scritture, i più importanti sono:
A. Manoscritti pre-cristiani:
a. Il papiro di Nash: fino al 1947 era il manoscritto più
antico e più famoso dell' A. T. Scoperto nel 1902, fu acquistato
dall'inglese W. L. Nash da un antiquario egiziano che disse di
averlo trovato nei dintorni di Fajum, in Egitto. Datato da
alcuni al I sec. a. C. e da altri al I/Il sec. d. C., contiene
soltanto alcuni frammenti del A. T. (Esodo
20:1-17;
Deuteronomio 6:4-9).
b. Manoscritti di Qumran: Questi importantissimi
manoscritti furono ritrovati quasi casualmente nello Wadi Qumran,
che scorre ad occidente del Mar Morto, circa 15 Km a sud di
Gerico. Un beduino quindicenne mentre si arrampicava lungo le
pareti scoscese scorse una fessura nella parete rocciosa; vi
gettò dentro una pietra e sentì il rumore di qualcosa che andava
in frantumi; si infilò nell'apertura e si ritrovò all'interno di
una vasta grotta. Invece del tesoro che sperava di scoprire, si
trovò davanti delle anfore di terracotta di circa 60 cm di
altezza, dentro le quali erano custoditi dei rotoli di cuoio.
Dopo complesse vicende, questi rotoli passarono dalle mani del
pastorello a quelle di esperti archeologi che si resero subito
conto di trovarsi davanti a manoscritti di epoca pre-cristiana.
Questo avveniva nel 1947. Esaminate tutte le grotte della riva
occidentale del Mar Morto, vennero ritrovati altri rotoli e
migliaia di frammenti località dove vennero ritrovati questi
rotoli, sorgeva, a partire dal II sec. a. C., una comunità
religiosa giudaica; ad essa si deve l'esecuzione e la
conservazione di questi manoscritti. Di tutto l'abbondante
materiale ritrovato non tutto è stato finora analizzato e
pubblicato. Il pezzo più noto è senz'altro il primo rotolo di
Isaia, che fu trovato nella prima grotta di Qumran. In seguito
venne alla luce anche un "secondo rotolo di Isaia". Il primo
rotolo consta di 7 strisce di cuoio accuratamente lavorate e
cucite insieme con filo; raggiunge la lunghezza di m. 7,34 e la
larghezza di cm. 26. E’ di proprietà dell'Università Ebraica di
Gerusalemme. Contiene in 54 colonne, il testo completo del
profeta Isaia. Dopo ripetute analisi di carattere archeologico,
paleografico, storico e fisico-chimico, si è giunti alla
conclusione che il rotolo sia stato scritto intorno al 100 a. C.
c. Altri manoscritti ebraici: scoperti nel
corso del sec. XIX, risalgono ad epoche molto più tardive: fra
il 500 e il 1000 d. C.
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